La Piazza Grande di LocarnoIl 66esimo Festival del Film di Locarno ha beneficiato di giusta presentazione al Centro Svizzero di via Palestro, a Milano; presenti, oltre alla stampa e al presidente del Festival Marco Solari, anche il direttore artistico Carlo Chatrian, il direttore operativo Mario Timbal, il console generale Massimo Baggi e l'assessore alla Cultura, Filippo Del Corno. È stato subito messo a punto il solido rapporto e i legami storici tra il Festival e la città di Milano, importantissima non solo per via della consuetudine di molti milanesi a far tappa a Locarno durante il Festival ma anche per l'iniziativa di Agis che proporrà, dal 16 al 18 settembre, una rassegna delle opere premiate alla prossima edizione.

 

Carlo Chatrian, inoltre, ha definito «generosa» l'edizione imminente e ha lodato l'assoluta «libertà» e l'autonomia di un festival rischioso che, nel corso degli anni, ha provato a far suo un concetto di cinema di frontiera che potesse abbracciare idealmente i confini del mondo, anche quelli cinematograficamente meno convenzionali. Continua Chatrian: «Vorrei che Locarno fosse un luogo di scambio: il cinema dovrebbe raccontare la diversità del mondo». Con retrospettive e incontri dedicati – tra gli altri – all'indimenticabile cinema George Cukor (con una rassegna di tutti i suoi film che toccherà, in collaborazione con Locarno, anche le sponde di New York) , Jacqueline Bisset, Anna Karina, Werner Herzog (a cui verrà consegnato il Pardo d'onore Swisscom e a cui verrà dedicata una retrospettiva), Otar Iosseliani e Sergio Castellitto (Pardo alla carriera per entrambi) e molti altri, l'edizione di quest'anno rinnoverà la fortunata esperienza della Summer School per giovani critici emergenti organizzata da Indiewire a cui verrà affiancata un workshop per aspiranti registi.

Senza dimenticare, s'intende, i film selezionati (delle oltre 3000 opere che Chatrian e il suo team hanno preso in considerazione): spiccano, nel concorso internazionale, i nuovi lavori di Albert Serra (Historia de la Meva Mort), Pippo Delbono (Sangue), Sang-Soo Hong (U ri sunshi) ed Emmanuel Mouret (Une autre vie). La sezione Concorso – Cineasti del presente dispone nomi giovani come Matthew Johnson (The Dirties), Eric Baudeleire (The Ugly one) e Zhengfan Yang (Yuan Fan), quella dedicata ai Pardi di domani cortometraggi realizzati da aspiranti registi svizzeri (a cui è riservata una parte della sezione) e del resto del mondo. Piazza Grande per - tra gli altri - We're the Millers di Rawson Marshall Thurber e La variabile umana di Bruno Olivero, con Silvio Orlando (e Milano) protagonista. Con un budget dichiarato di 10 milioni di euro, il Festival si prepara ad arricchire l'estate e a competere sempre di più con realtà festivaliere – sulla carta – più importanti.

 

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