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Jerzy Skolimowski  

11-minuti

A 77 anni compiuti, Jerzy Skolimowski si dimostra ancora essere un grande maestro di cinema firmando una pellicola che è al tempo stesso sia una lezione di stile che una lente d’ingrandimento per leggere in maniera approfondita la realtà contemporanea che ci circonda. Raccontando l’intrecciarsi di innumerevoli storie nell’arco temporale dei solo 11 minuti del titolo, il cineasta polacco costruisce una pellicola densissima, tesa e visivamente ineccepibile: un vortice forsennato e scalmanato in cui sarà impossibile non apprezzarne la tecnica minuziosa e calzante.

 

Eppure l’opera lascia il segno anche (e soprattutto) per l’interessante riflessione legata al valore delle immagini digitali e alla loro portata. Di questi tempi è il video virale che domina il panorama comunicativo a tutto tondo. Basta aprire il web per pochi minuti per riuscire a farsi un’idea di cosa stia succedendo dall’altra parte del globo.

 

Tuttavia, la realtà filtrata attraverso internet e gli schermi degli Ipad, non è assolutamente una realtà oggettiva e completa. Non ci si può fermare al primo step per poter affermare di aver compreso un fenomeno. La moltiplicazione dei punti di vista dunque è un’arma a doppio taglio che rende il tutto più fruibile ma sicuramente frammentato (proprio come le vite dei personaggi messi in scena nel film). E allora ecco che basta un solo, minimo, ineccepibile tassello fuori posto per innestare una reazione a catena devastante e inarrestabile. Un unico minuscolo pixel nero di cui si accorgeranno in pochi, ma che all’interno nasconde una voragine di proporzioni significative (almeno per chi la abita).

 

Voto: 3,5/4

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