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Venezia 72  

el clan

Presentato all’interno di un concorso sinora poco emozionante e decisamente sottotono, El Clan ha il vantaggio di poter essere accostato a pellicole inferiori risultando così una visione piacevole e consigliabile.

 

Ora, non che il film non possegga effettivamente buone qualità, ma probabilmente il lavoro di Trapero (se valutato a mente lucida e senza paragoni alcuni) è da considerarsi meno smagliante del previsto.

Raccontando una storia di cronaca argentina in cui una famiglia di malavitosi si specializza nell’arte (se così si può chiamare) dei rapimenti, l’autore costruisce una pellicola dal ritmo serrato e snervante che tiene lo spettatore incollato allo schermo per tutti i suoi minuti. Il cast è in forma e la regia decisamente dinamica aiuta la buona riuscita estetica del prodotto. Ciò che però convince meno è l’apparato tematico trattato troppo con superficialità.

Ostacolato anche da una scrittura didascalica ed elementare, il film risente molto di tale carenza anche perché le premesse erano più che stimolanti (il ruolo del pater familias, il nucleo nativo come banda criminale, il sentimento di rivalsa finale e l’indubbia scelta morale posta davanti al protagonista). Ad ogni modo, ad oggi è un titolo che potrebbe portare a casa qualche premio.

Voto: 2/4

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