Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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everest screen

Fa freddo, anzi freddissimo in Sala Darsena alla fine della proiezione di Everest di Baltasar Kormákur, film Fuori concorso che apre la 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Un gelo giustificato da una pellicola (interamente in 3D) piatta e, per ironia della sorte, senza vette. Girato tra il Nepal e il Trentino Alto Adige, il film racconta la disastrosa spedizione sull’Everest del 1996, a cui partecipò anche il giornalista Jon Krakauer, successivamente autore di un saggio sull’accaduto dal titolo Into Thin Air.

Grazie a un cast di stelle tra cui Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright, Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson e Jake Gyllenhaal, il regista islandese Kormákur cerca di ravvivare un genere sopito da anni e che forse mai è riuscito a svettare nel cinema contemporaneo (l’esempio più importante e di successo resta Cliffhanger - L'ultima sfida (1993) con Sylvester Stallone). Lasciando da parte i paragoni, il film rimane, nel complesso, un blockbuster senz’anima, incapace di dare seguito alla prima buona mezz’ora in cui, attraverso le gesta dei protagonisti, si cerca di affrontare la deriva consumistica che ha raggiunto persino le pendici della montagna più alta del mondo. La lezione è questa: chiunque disponga di 65.000 dollari ha la possibilità di affrontare con tanto di fido sherpa la difficile scalata.

Peccato però che il tema sia abbandonato troppo in fretta per lasciare spazio a un’azione solo a tratti spettacolare e che alla lunga diventa prevedibile. La vertigine che l’uso del 3D avrebbe dovuto provocare latita, così come è del tutto inadeguato il reparto visivo e quello degli effetti speciali. Un vero peccato vista la nobile origine letteraria (l’altro film tratto da Krakauer è stato Into The Wild), i fondi a disposizione (si parla di 65 milioni di dollari) e soprattutto gli interpreti di razza andati completamente sprecati.

Voto 1,5/4

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