Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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belluscone posterSono passati solo pochi giorni dalla prima proiezione veneziana del Belluscone di Franco Maresco, in concorso nella sezione Orizzonti, e già sembra che la dimensione di questo film si sia nuovamente dilatata nell’extrafilmico, suo luogo primigenio di appartenenza. Un senatore berlusconiano ha minacciato di ricorrere alla giustizia per ottenere il sequestro del film, salvo retrocedere dopo poche ore su posizioni di magnanima non belligeranza. Riportando il tutto, ancora una volta, al rango di farsa e regalando al film un altro, imprevisto sottofinale. Molti anni di ricerche sul campo sono serviti a Franco Maresco per (non) terminare il suo progetto. Quella che era iniziata come indagine sociologica sul fenomeno berlusconiano in Sicilia ha rischiato di trasformarsi in una trappola fatale per la sua carriera di cineasta. Di una siderale nube cosmica di materiale filmato, smarrito, archiviato, rimosso o solo sognato il film costituisce il densissimo precipitato. E tuttavia il prima e il dopo, tutto l’amplissimo perimetro cronologico che circonda i 95 minuti montati nel corpo del film, continua a pesare sulla sua stesura definitiva, corrodendola ai margini, immergendo in una indistinta sospensione gelatinosa lo statuto di verità di ogni suo fotogramma, e condannandola a non poter mai essere terminata davvero.

E’ proprio l’atto mancato la cifra distintiva di Belluscone. Nel momento cruciale di una dichiarazione del senatore Dell’Utri, per un banale guasto al microfono, la pietra angolare delle verità negate italiane, una scottante rivelazione sul caso Mattei cade, inascoltabile, nel nulla. Durante le interviste, filmate in un ritrovato bianco e nero da Cinico TV, davanti alle incalzanti domande sulla mafia i protagonisti scivolano in un omertoso ammiccamento che, non dicendo nulla, dice tutto. Il nome stesso del Cavaliere viene negato dalla deformazione dialettale del suo trademark, retrocedendo l’etichetta del sogno di riscatto del popolo siciliano a risibile onomatopea. Infine, al film per lunghi periodi, prima di una provvidenziale riconciliazione mediata dall’intervento di Tatti Sanguineti, è stata negata la mano del suo regista, colpevole di essersi lanciato in una impresa tanto magmatica quanto pericolosa.

Si potrebbe a lungo dibattere su quanto di vero e di ricostruito ci sia nel film di Franco Maresco, ma si finirebbe comunque per mancare clamorosamente l’obiettivo. L’incrocio tra finto mockumentary e vero documentario di Belluscone, sottraendosi ad ogni forma riconoscibile di cinema, partorisce un freak inusitato per il cinema italiano, che solca lo schermo come un oggetto volante non identificato. Ma che non cessa per un istante di interrogarsi su cosa (o chi), ancora, il cinema possa “rappresentare” oggi in Italia. Tutto quello che non vorremmo sentirci ricordare è lì, inchiodato sullo schermo dall’amarissimo sarcasmo di Franco Maresco, grumo di decomposta coscienza collettiva condensata in un magnifico, insondabile pezzo di Cinema.

Voto 3/4

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