Interviste

LE USCITE IN SALA DI APRILE 2019

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Aprile è un mese davvero denso di uscite in sala: il film più atteso dalla nostra redazione è Avengers: Endgame, capitolo conclusivo della saga Marvel sui Vendicatori, ma al cinema escono anche l'acclamato horror Noi di Jordan Peele, il ritorno di Nadine Labaki con Cafarnao e il reboot Hellboy di Neil Marshall. Insomma, ce n'è per tutti i gusti! Eccovi l'elenco completo dei titoli:
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FIRES ON THE PLAIN di Shin'ya Tsukamoto (2014)

Scritto da Davide Dubinelli

Shin'ya Tsukamoto è tornato. Alla grande. A tre anni di distanza da Kotoko, premiato come miglior film della sezione Orizzonti alla 68ª Mostra del cinema di Venezia, il cineasta giapponese infiamma il concorso della kermesse veneziana con un'opera sconvolgente ed estrema, un bombardamento dei sensi che trascende qualsiasi esperienza visiva codificata. Trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo (1951) di Shōhei Ōoka, già portato sullo schermo da Kon Ichikawa nel 1959, il film narra la sconvolgente avventura di un soldato dell'esercito giapponese immerso nella Natura selvaggia e ostile di un'isola delle Filippine nel febbraio del 1945, durante la Liberazione da parte delle truppe Alleate agli sgoccioli della Seconda guerra mondiale, costretto a confrontarsi con gli orrori di un conflitto disumano.

Discesa agli inferi sanguinosa e allucinata, la pellicola immerge lo spettatore in un clima claustrofobico in cui la violenza esasperata si sovrappone ad un apparato visivo e sonoro di rara potenza: dialoghi ridotti al minimo, inquietanti accensioni di colore, squarci di luce antinaturalistica che tagliano l'oscurità, proiettili sibilanti, esplosioni che dilaniano i corpi compongono un apologo crudele che assume i tratti di un trip lisergico senza via d'uscita. Attraverso un visionario apparato figurativo, perfettamente coerente alla poetica del regista, il film procede inesorabile nel descrivere un'odissea sospesa nel tempo esaltata da un montaggio ipercinetico che non dà tregua. Film di regia pura, sporco, viscerale, sempre teso a far esplodere le pulsioni primordiali dell'uomo costretto al cannibalismo per la sopravvivenza. Tsukamoto si conferma maestro assoluto di un cinema istintivo e calcolatissimo, in cui il furore registico non è mai virtuosismo autocompiaciuto.

Voto: 3,5/4

 

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A PIGEON SAT ON A BRANCH REFLECTING ON EXSISTENCE di Roy Andersson (2014)

Scritto da Sara Barbieri

Festival in netto rialzo: dopo una serie di titoli poco coinvolgenti, le ultime giornate della 71ª edizione della Mostra Cinematografica di Venezia sono state allietate da conferme (Belluscone. Una storia siciliana di Franco Maresco) e sorprese (Il giovane favoloso di Mario Martone). E a far brillare ulteriormente la manifestazione, a dispetto del clima uggioso, arriva A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence dello svedese Roy Andersson, presentato in concorso. Il settantunenne regista, al suo quinto lungometraggio, incanta con una memorabile ballata dolceamara in bilico tra surrealismo ed esistenzialismo, chiaramente ispirata ai temi e alle forme del teatro scandinavo (impossibile non pensare a Johan August Strindberg) e dell’assurdo (evidenti gli influssi di Samuel Beckett ed Eugène Ionesco): visivamente e concettualmente splendide le inquadrature fisse e asettiche, che fotografano i personaggi, ridotti a manichini in balìa degli eventi, in un contesto minimalista e destrutturato. Le ripetizioni verbali e tematiche, i ricicli storici, la ridicolizzazione del potere, mostrato nella sua forma più becera: tutto concorre a veicolare l’impossibilità di dare un senso all’esistenza (come suggerisce il sarcastico titolo, ispirato a Pieter Bruegel) e a metaforizzare le miserie umane in ogni loro aspetto, tramite l’utilizzo di un umorismo spiazzante e corrosivo. Un viaggio comico e disperato, esilarante e toccante, ulteriormente enfatizzato dalla magnifica colonna sonora e da una luminosa fotografia, legata a doppio filo all’ossessione pittorica di Andersson. Le beffe della morte e, soprattutto, della vita, le contraddizioni di un mondo in pieno collasso. Un’esperienza cinematografica destinata a lasciare il segno e, indubbiamente, uno dei migliori film visti al Lido fino a questo momento.

Voto: 3,5/4

 

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IL SUPERPAGELLONE DI MARZO 2019

 gloria bell

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di MARZO 2019

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