Interviste

IL CALENDARIO DI MAGGIO 2017

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Eccoci con il ricchissimo calendario delle uscite in sala di maggio, che comprende film come Alien: Covenant di Ridley Scott (il nuovo capitolo della saga è il titolo più atteso del mese per la nostra redazione) e il ritorno dell'ormai iperprolifico Terrence Malick con Song to Song ma anche di Emir Kusturica, Daniele Vicari, Alan Parker e Hirokazu Kore-Eda. Di seguito, l'elenco completo.
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Mostra di Venezia 2014

a-pigeon-sat-Eccoci, immancabilmente, con il nostro superpagellone dei film visti alla 71^ Mostra del Cinema di Venezia, appena conclusasi. La redazione di I-FILMSonline in trasferta al Lido si dimostra in linea con la scelta della giuria del festival, che ha insignito del Leone d'Oro A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson, film che si guadagna la nostra miglior media voti. Graditissimi anche Birdman di Iñárritu,  Il giovane favoloso di Martone e Belluscone. Una storia siciliana di Maresco, più controverso il giudizio su Fires On the Plain di Tsukamoto. Le delusioni più cocenti sono senza dubbio Hungry Hearts di Costanzo, 3 Coeurs di Jacquot, Pasolini di Abel Ferrara e Good Kill di Niccol. In definitiva, un'edizione mediocre e poco soddisfacente, seppure in grado di regalare, qua e là, lampi di gioia. Eccovi tutti i voti di Venezia 71!

Leggi tutto: IL SUPERPAGELLONE DI VENEZIA 71

leone doroFinalmente è arrivato il verdetto della giuria. Roy Andersson ce l'ha fatta e ha conquistato il Leone d'oro. Il suo film era stato molto apprezzato al Lido, ma in pochi lo davano per favorito. L'Italia esce comunque a testa alta (anche se l'edizione scorsa era valsa il primo premio a Gianfranco Rosi) con i premi ad Alba Rohrwacher per la miglior interpretazione femminile (che anche l'anno scorso era stata vinta dall'attrice nostrana Elena Cotta) e soprattutto per il Premio speciale della giuria Orizzonti al film documentario di Franco Maresco. A proposito di documentari, oltre al Leone d'oro della scorsa edizione e all'appena citato premio a Maresco, anche Joshua Oppenheimer riceve un riconoscimento dalla giuria, quasi a voler sottolineare come ormai questo genere cinematografico stia prendendo sempre più piede.

Vi salutiamo dal Lido con un elenco di tutti i premi assegnati.

Arrivederci a Venezia 72!

Leggi tutto: VENEZIA 71 - Il Leone d'oro e tutto il palmares!

arthur pennMISE EN SCÈNE WITH ARTHUR PENN (A CONVERSATION) di Amir Naderi (2014)

Nel mare magnum della kermesse veneziana ogni anno si alternano piacevoli sorprese e cocenti delusioni, incontri fortunati e disastrosi harakiri. Una ancora di salvezza nel caos calmo di Venezia71 la offre la sezione Venezia Classici, densa di titoli che hanno segnato la storia del cinema. Nell’ambito di questa sezione collaterale 3 documentari inediti, dedicati a 3 grandissimi cineasti, innalzano il tasso cinefilo della Mostra.

Il primo ad irrompere, con la forza di un martello pneumatico che instancabile inchioda il suo interlocutore, è stato l’iraniano Amir Naderi, portando a Venezia le 3 ore e mezza di una intervista fiume ad Arthur Penn. Pochi anni prima di morire, il regista di storiche pellicole come Gangster Story (1967) e Il piccolo grande uomo (1970), ha concesso a un entusiasta Naderi il privilegio di filmare una lunghissima chiacchierata con lui. Sulle prime schivo e quasi intimidito dalla macchina da presa, Penn si è via via concesso alle incalzanti domande dell’iper-cinefilo Naderi con sempre maggiore naturalezza, mettendo a nudo la sua vita personale e il suo mestiere di cineasta. Il materiale che Naderi ha presentato a Venezia, non sottoposto a nessun intervento di montaggio, restituisce in presa diretta tutta la spontaneità di quegli incontri. Compresi i deliziosi gap di comunicazione tra l’inglese a volte approssimativo di Naderi fuori campo e lo sconcerto filmato sul volto di Arthur Penn. Mise en scène with Arthur Penn (a Conversation) ci offre la rara opportunità di vivere l’incontro tra due uomini di cinema da distanza ravvicinata e senza alcun filtro, rendendoci testimoni privilegiati di un’intesa che trascende ogni diversità.

Leggi tutto: Venezia 71: i documentari su Penn, Bogdanovich e Altman

good-killGOOD KILL di Andrew Niccol (2014)

Chiude il concorso di Venezia71 Good Kill, sesto lungometraggio di Andrew Niccol, regista e sceneggiatore neozelandese celebre per aver scritto The Terminal di Steven Spielberg (2004) e, soprattutto, il bellissimo The Truman Show di Peter Weir (1998). Opera di scottante attualità che cerca di offrire un punto di vista inedito sul post 11 settembre e sulle infinite contraddizioni dell'impegno miltare a stelle e strisce sul suolo mediorientale, il film si concentra sullo "sporco" lavoro di un ufficiale americano (Ethan Hawke) che, abbandonato l'impegno sul campo per volere dei suoi superiori, ha il potere di sterminare lo sfuggente nemico a 11.000 chilometri di distanza, pilotando quegli ipertecnologici droni che stanno ormai sostituendo i bombardieri tradizionali. La riflessione moraleggiante su un "etica" della guerra segnata da codardia e senso di colpa annacqua completamente un film che si ostina a percorrere il sentiero minato della facile retorica, proponendo il consueto approccio bellicoso made in USA in contrapposizione al doloroso destino di un popolo destinato ad uscire sconfitto a causa del proprio fanatismo. Accattivante dal punto di vista visivo, con lo sfavillante skyline di Las Vegas a far da controcampo "occidentale" alle aride pianure mediorientali esplorate con i visori satellitari, Good Kill colleziona tutti i cliché del cinema di denuncia americano più ricattatorio, proponendo la parabola esistenziale di un uomo costretto ad un esame di coscienza per arrivare ad un fastidioso quanto irritante lieto fine.

Voto: 1,5/4

Leggi tutto: Venezia 71: GOOD KILL di Andrew Niccol e THE SOUND AND THE FURY di James Franco

pasoliniPASOLINI di Abel Ferrara (2014)

Sbarca al Lido uno dei film più attesi del Festival di Venezia: Pasolini di Abel Ferrara, presentato in concorso, racconta gli ultimi giorni di vita di uno dei personaggi più importanti e controversi del XX secolo. Scrittore, poeta, saggista, regista: Pier Paolo Pasolini ha dato un contributo fondamentale alla vita artistica e intellettuale di un paese sull'orlo del baratro (i cosiddetti anni di piombo), denunciandone le contraddizioni e l'immobilismo. Le difficoltà nell'affrontare la biografia (seppur nel senso non tradizionale) di una personalità così strutturata erano evidenti ma, certamente, nessuno poteva aspettarsi lo scempio che in effetti è stato realizzato.

Leggi tutto: Venezia 71: PASOLINI di Abel Ferrara e BURYING THE EX di Joe Dante

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