Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

calendario-novembre2019

Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
Leggi tutto...

sharks

Miglior regia nella sezione World Cinema Dramatic del Sundance 2019, e ora Miglior Lungometraggio Internazionale del Milano Film Festival. The sharks (Los tiburones), opera prima della regista uruguaiana Lucia Garibaldi, è un racconto di formazione che approfondisce con originalità l’incontro-scontro tra maschile e femminile, e la dinamica del risentimento.

Rosina (un’esordiente Romina Bentancur, premio N.A.E. alla miglior attrice) è un’adolescente dall’indole schiva e ribelle. Dopo aver ferito involontariamente la sorella all’occhio (ma senza provare alcun rimorso), viene costretta ad aiutare il padre nel lavoro di giardiniere. Mentre l’immobilità della calda cittadina uruguaiana viene sconvolta dal ritrovamento della carcassa di un’otaria, Rosina incontra Joselo (Federico Morosini), un ragazzo poco più grande di lei, grazie a cui conoscerà il primo amore e le immancabili delusioni.

“Los tiburones” del titolo del film fungono a Lucia Garibaldi da pretesto per costruire il ritratto di Rosina, una quindicenne controcorrente per cui è davvero arduo sodalizzare. Rosina è convinta di aver visto uno squalo in mare, e di uno squalo cela in sé gli istinti più oscuri, quelli che la muoveranno, una volta rifiutata e insoddisfatta dal rapporto con Joselo, verso una terribile decisione finale. 

La regista sembra non prestare particolare attenzione al resto dei personaggi, che risultano deboli ai fini della sceneggiatura, ma concentra la macchina da presa su Rosina, che si distingue per la sua recitazione intensa, seppur minimalista. Il pubblico si trova così a condividere lo sguardo della protagonista, che ancora non conosce l’attrazione sessuale, ma la vede emergere in ogni luogo, dalle conversazioni tra la sorella maggiore e le amiche, alla schiena imperlata di sudore di Joselo.

Rosina si scopre donna pur continuando a vestirsi da uomo. Non parla, ma osserva: i peli che crescono timidi sotto le ascelle, l’amato-odiato Joselo mentre si masturba. Rosina è una bambina vendicativa che vuole essere donna, ma non sa da dove cominciare.

Il ritratto dipinto da Lucia Garibaldi si rivela, insomma, molto suggestivo. Nulla di nuovo in quanto a trama, ma sicuramente apprezzabile per la finezza con cui viene affrontata la più problematica delle età. Un film corporeo e intrinsecamente violento, che lascia il segno, come la sua difficile (e agghiacciante) protagonista.

Voto: 2,5/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.