Interviste

IL CALENDARIO DI AGOSTO 2018

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Ecco il calendario completo delle uscite in sala del mese di agosto 2018. Il film per noi più atteso è Mission: Impossibile - Fallout di Christopher McQuarrie, nuovo capitolo della saga con Tom  Cruise nei panni dell'agente segreto Ethan Hunt.
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GANGBYUN HOTEL di Hong Sangsoo

Tra i film del Concorso Internazionale, abbiamo visto a Locarno la nuova pellicola del regista sudcoreano Hong Sangsoo, che nel festival elvetico ha già conquistato il Pardo d'Oro con Right Now, Wrong Then nel 2015 e il premio come miglior regia per Our Sunhi nel 2013. Gangbyun Hotel (letteralmente, "l'albergo presso il fiume"), calato in un latteo bianconero perfetto per raccontare un inverno dell'anima, parla di un anziano poeta rifugiatosi in un hotel che, curiosità tutt'altro casuale, si chiama Heimat. Conscio che la morte sta arrivando, chiama a sè i due figli da cui si è staccato dopo la separaziona dalla moglie, per trascorrere del tempo con loro; le loro storie si incrociano con quelle di una ragazza ospite del medesimo albergo, ferita a una mano dall'ex compagno, e dell'amica che è accorsa da lei per starle vicino.

Con leggerezza, qualche tocco di ironia e un costante senso di spaesamento, il film di Hong è una riflessione sull'esistenza, sulle sue scelte, sulla sua ineluttabile conclusione. Dietro l'ordinario, sotto la banalità di azioni semplici, il cineasta ritrae la poesia, l'amore, la vita. Ma il racconto resta irrisolto, evanescente, non completamente riuscito. Grande comunque l'attore protagonista Ki Joobong, premiato dalla giuria per la migliore interpretazione maschile.

Voto: 2/4

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HATZLILA di Yona Rozenkier

Rientra invece nella sezione Cineasti del Presente l'israeliano Hatzlila, praticamente un film "di famiglia": i tre fratelli protagonisti lo sono anche nella realtà e uno di loro, Yona Rozenkier, è anche il regista. Proprio come i personaggi che interpretano, gli attori sono cresciuti in un kibbutz (quello di Yehiam, in Galilea) ed è pertanto suggestivo immaginare che la storia abbia qualche influenza autobiografica. Il film racconta un topos classico, quello del "ritorno a casa" di un "figliol prodigo", con conseguente ricongimento famigliare ed esplosione dei conflitti interni. Yoav (Yoel Rozenkier), lontano da anni, torna per la sepoltura del padre. Sia lui che il fratello Itai (Yona Rozenkier) hanno servito nell'esercito: tocca ora al più giovane - e spaventato - Avishai (Micha Rozenkier) partire per l'ennesima guerra, che a terrorizzanti colpi di missile si fa sentire anche nella loro comunità bucolica. Itai intende addestrarlo, mentre Yoav, segnato dai traumi bellici, vorrebbe salvarlo.

Un film potentissimo Hatzlila, che scava abilmente nell'anima combattuta e ferita di un Paese martoriato, in un modello sociale (il kibbutz, appunto) che non ha saputo sfuggire all'attrazione per la violenza, in una dinamica famigliare imperfetta e traboccante di sentimenti contrastanti. Duro, crudele, disperato, il film ha evidenti echi de Il cacciatore di Michael Cimino e, nonostante qualche scivolata, è senz'altro un'opera da vedere. 

Voto: 2,5/4


 

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