poetess

THE POETESS di Stefanie Brockhaus, Andy Wolff (2017)

È stato uno dei casi di Locarno 2017 questo documentario passato nella sezione Sémaine de la Critique. Un po' per qualche (assurda) polemica scatenata all'incontro con il pubblico della poetessa saudita Hissa Hilal, ma soprattutto per la sua storia straordinaria che il film racconta. Hissa, 43enne moglie di un giornalista e verseggiatrice di poesia Nabati (genere letterario fondamentale del mondo arabo), nel 2010 è stata la prima donna finalista al popolare talent show degli Emirati Million's Poet e ha suscitato enorme scalpore per aver recitato un componimento sulle fatwa, scagliandosi duramente contro il terrorismo e il fanatismo religioso. Il film alterna il racconto integrale della sua esperienza nel programma con interviste alla stessa Hilal e a scene della sua quotidianità.

Costantemente nascosta dietro il niqab, il velo integrale portato dalla maggioranza della popolazione femminile in Arabia Saudita (il Paese più rigido nei confronti dei diritti delle donne), Hissa ci racconta la sua incredibile lotta, da musulmana di origine beduina portavoce di un Islam moderato, contro un integralismo ideologico che soffoca la condizione femminile e ribalta totalmente il messaggio religioso. Soprattutto, il film dei tedeschi Stefanie Brockhaus e Andy Wolff, essenziale nella sua dialettica quanto efficace, ci offre per bocca della stessa Hilal una fondamentale lezione di Storia dei Paesi del Golfo Persico e dell'oscurantismo in cui sono sprofondati negli ultimi trent'anni. Un film di importanza straordinaria da vedere e da mostrare nelle scuole, un esempio di come l'arte può combattere l'ignoranza e i pregiudizi. I loro, certo, ma anche i nostri. 

Voto: 3/4

 

vinterbrodre

VINTERBRØDRE di Hlynur Pálmason (2017)

Opera prima in concorso al 70esimo Festival di Locarno, Vinterbrødre (Winter Brothers) ci porta nel microcosmo proletario di un gruppo di minatori in un'area rurale danese. Il bianco, colore dominante nel gelido inverno che fa da sfondo alla vicenda (se escludiamo le scene sotterranee dove invece domina un buio dai tratti infernali), si fa cifra stilistica di una pellicola che gioca in sottrazione e risponde pienamente agli standard del film da festival: dialoghi ridotti all'essenziale, personaggi atipici e outsider, trama esilissima. Trama che ruota intorno alla vicenda di Emil, operaio allampanato e un po' strambo, che rompe l'alienante routine lavorativa con la produzione di alcoolici tossici con conseguenze disastrose. Il rapporto di amore-odio con il fratello e il conflitto con i colleghi sono raccontati in un flusso temporale destrutturato, interrotto qua e là da quadri onirici di forza visiva dirompente che sono la cosa migliore della pellicola insieme all'interpretazione del giovane Elliott Crossett Hove, giustamente premiato come miglior attore del concorso. Per il resto, Vinterbrødre è una visione suggestiva ma al contempo sfuggente, ostica, alla fine inutilmente pretenziosa.

Voto: 2/4

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IL SUPERPAGELLONE DI FEBBRAIO 2019

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Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di FEBBRAI2019

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