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LOLA PATER di Nadir Moknèche (2017)

Deliziosa, dolceamara, anticonformista: è la commedia del regista francese di origini algerine Nadir Moknèche, presentata in Piazza Grande al 70esimo Festival di Locarno e con al centro una Fanny Ardant semplicemente meravigliosa. La Signora del cinema d'oltralpe si cimenta nella sua prova forse più inattesa e bizzarra: perché la storia di Lola Pater è quella di Farid Chekib, ballerino (francoalgerino come il regista, che da sempre racconta le sue radici) che ama le donne tanto da sposare una conterranea e avere da lei un figlio. Solo che anche Farid, da sempre, sa di essere una donna nel corpo sbagliato. E così, ecco che un giorno decide di lasciare la famiglia e di diventare Lola. Solo 25 anni dopo, alla morte della madre, il figlio Zinedine (Tewfik Jallab) scoprirà l'inaspettata verità e riallaccerà, con fatica e incredulità, i rapporti con Farid/Lola.

Sorprendentemente credibile nei panni di una transessuale e brava a restituire le tante sfumature di un personaggio ironico e complesso, la Ardant è la luce che illumina un film dalle atmosfere vagamente almodovariane, gradevole e ben recitato da tutti, che purtroppo a un certo punto accusa un calo nel ritmo e da cui ci saremmo aspettati un finale più forte. Va dato atto a Moknèche di aver raccontato una comunità magrebina in Francia lontanissima dagli stereotipi culturali cui siamo abituati.

Voto: 2,5/4

 

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THE REAGAN SHOW di Pacho Velez e Sierra Pettengill (2017)

Dal Festival di Tribeca arriva a Locarno, fuori concorso, l'interessante documentario The Reagan Show diretto dai giovani registi Pacho Velez e Sierra Pettengill (presenti alla manifestazione). Interamente costruito con filmati di repertorio provenienti dagli archivi della Casa Bianca, racconta i due mandati presidenziali di Ronald Reagan dal 1981 al 1989, con un fil rouge ben preciso: la sua eccezionale capacità di showman che ha contraddistinto in modo inequivocabile la sua linea politica negli anni in cui è stato l'uomo più potente al mondo, grazie alla passata carriera come attore di b-movies di Hollywood. Dal dialogo con Michail Gorbačëv alla gestione della guerra fredda con l'incubo onnipresente dell'apocalisse nucleare, passando per l'amore indissolubile con la moglie Nancy, il film seziona il percorso del 40esimo presidente americano sottolineando - con un ottimo lavoro di montaggio sull'enorme mole di documenti selezionati - come Reagan abbia cambiato attraverso l'uso del mezzo mediatico il modo di fare politica e di governare. Un'opera da non perdere per gli appassionati della Storia passata e presente: perché il confronto con l'attualità - con Reagan che "inventa" lo slogan di Donald Trump "Make America Great Again" con 30 anni di anticipo - è il vero punto focale di questo doc prezioso, ironico e spesso graffiante.

Voto: 2,5/4

 

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