Libri e cinema

milano si gira copertinaMilano e il cinema: una relazione tormentata, fatta di lunghi addii e molte sparatorie. Mentre Roma è storicamente la capitale del cinema italiano, negli ultimi anni in declino, e Torino sta acquistando sempre più importanza grazie a un nuovo polo cinematografico, Milano è sempre stata esclusa dai giochi. Eppure non mancano esempi illustri, dal De Sica di Miracolo a Milano al Visconti di Rocco e i suoi fratelli, di film ambientati nel capoluogo lombardo. Che forse più di tutte le altre città ha mostrato uno straordinario, rapidissimo cambiamento nell'arco di pochi decenni.

Ce lo illustrano molto precisamente Mauro D'Avino, Lorenzo Rumori, Simone Pasquali, Roberto Giani e Andrea Martinenghi i cinque autori di Milano, si gira! Gli scorci ritrovati del cinema di ieri, edito da Gremese, con prefazione di Carlo Lizzani.

Un volume davvero imperdibile per ogni milanese che si rispetti, cinefilo o meno, che, attraverso un ricco excursus in cinquant'anni di storia del cinema, dai Trenta agli Ottanta della famigerata “Milano da bere”, ci racconta con parole, ma soprattutto con tante e belle immagini, com'è cambiata la città del “Dom”.

Diviso per zone, come una guida turistica, non trascurando periferie e zone limitrofe, e corredato di dettagliatissimi apparati (indice analitico, cronologia dei film citati e una serie di contenuti speciali, dalle curiosità alle scene clonate) Milano, si gira! è un'occasione per scoprire e riscoprire la metropoli meneghina attraverso lo sguardo di tanti registi e di tante epoche diverse.

 

Leggi tutto: MILANO, SI GIRA! GLI SCORCI RITROVATI DEL CINEMA DI IERI, di Mauro D'Avino, Lorenzo Rumori, Simone...

locandina millenniumSe una trilogia è così potente da far realizzare, nel giro di pochi anni, non solo l’adattamento cinematografico di ogni suo libro, ma addirittura un remake statunitense del primo film, allora vale davvero la pena di parlarne. In realtà, per chi avesse letto i romanzi in questione, ossia la trilogia di Millennium Uomini che odiano le donne (2005), La ragazza che giocava con il fuoco (2006) e La regina dei castelli di carta (2007) – tutto questo preambolo risulterà completamente insensato, in quanto la grandezza della trilogia di Stieg Larsson, morto prematuramente prima della pubblicazione dei suoi capolavori, la si scopre soprattutto sulla carta stampata, anche perché le realizzazioni cinematografiche lasciano parecchio a desiderare.

 

Leggi tutto: MILLENNIUM: DA LARSSON A FINCHER

la vendetta degli anti-eroi“Considero l’arte un atto di violenza: la sola differenza fra arte e violenza è che nella vita reale la violenza distrugge, mentre nell’arte ispira. Credo fermamente che il film sia una forma d’arte e che l’arte debba essere costantemente esplorata”.

Le parole del regista Nicolas Winding Refn a proposito del concetto di arte filmica sono indicative riguardo al suo modo di fare cinema e possono essere considerate punto di partenza per la lucida e serrata analisi compiuta nel volume La vendetta degli anti-eroi. Il cinema di Nicolas Winding Refn. Introdotto da una splendida prefazione di Laurent Duroche, il libro ci guida nelle ossessioni e nei feticci del regista danese attraverso dodici approfonditi saggi che ci trasportano in un mondo grondante sangue, degradazione e marciume.

 

 

 

Leggi tutto: LA VENDETTA DEGLI ANTI-EROI. IL CINEMA DI NICOLAS WINDING REFN a cura di Stefano Giorgi e Fabio...

crash

Esiste una benigna psicopatologia che ci chiama a sé. Per esempio, un incidente stradale è un evento legato alla fertilità anziché alla distruzione; è una liberazione di energia sessuale […], con un’intensità che è impossibile in ogni altra forma. Sperimentare certe cose, viverle… Questo è il mio progetto.” (Robert Vaughan a James Ballard, Crash, David Cronenberg, 1996)
 
Non poteva esistere modo migliore per concludere il ciclo sulle trasposizioni cinematografiche ad opera di David Cronenberg. Il regista canadese trova, nel romanzo Crash (scritto da James Graham Ballard nel 1973), pane per le sue ossessioni, realizzando un assoluto capolavoro su un mondo ormai disumanizzato e vincolato/ossessionato a/da nuove forme di tecnologia.
 

 

 

Leggi tutto: L’arte dell’adattamento: David Cronenberg (5)

pasto-nudo

«Mi sono svegliato dalla Malattia a quarantacinque anni, calmo e sano di mente, e in condizioni di salute ragionevolmente buone non fosse stato per il fegato debilitato e quell’aspetto di carne in prestito comune a chi è sopravvissuto alla Malattia… quasi nessuno ricorda il delirio nei dettagli. A quanto pare io ho preso appunti dettagliati sia sulla malattia che sul delirio. Non ho un ricordo preciso degli appunti presi e ora pubblicati con il titolo Pasto nudo». 

Così William S. Burroughs apre la prefazione del suo romanzo più celebre, Naked Lunch, pubblicato nel 1959 da una piccola e coraggiosa casa editrice francese, la Olympia Press, con il titolo Le festin nu.

Il pubblico americano dovette attendere invece il 1962 per leggere il terzo romanzo (i precedenti erano La scimmia sulla schiena e Queer) del maestro della beat generation, guru di Jack Kerouac e Allen Ginsberg.

 

 

Leggi tutto: Adattando Naked Lunch, da Burroughs a Cronenberg

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