Libri e cinema

locandina-il-mondo-perduto“Quest’isola è lo sporco segreto di Hammond... Il lato oscuro del suo parco” (Ian Malcolm, Il mondo perduto, Michael Crichton, 1995)

 

Michael Crichton, forte del successo ottenuto pochi anni prima con Jurassic Park, ispirandosi all’omonimo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle, decide di dar vita ad un sequel, Il mondo perduto. Steven Spielberg, che nella vita non si è mai lasciato sfuggire un’occasione propizia, decide di battere ferro finché è caldo, e inizia a girare un film omonimo, ispirato all’opera di Crichton ma che, viste le divergenze del suo Jurassic Park dall’originale, non può che essere differente. Infatti in entrambi i casi si tratta di un’operazione di salvataggio, ma nel romanzo è il dottor Levine (assente nel film) a dover essere recuperato, mentre nel film è Sarah Harding, già mandata da Hammond (ucciso dai dinosauri nel primo romanzo) a Isla Sorna, a voler essere recuperata da Ian Hammond, l’unico personaggio rimasto intatto dopo il primo film. La notizia sconvolgente è che esiste un “Sito B”, ossia un isola dove i dinosauri venivano creati, allevati e lasciati liberi in attesa di essere portati a Isla Nublar, la vetrina del Jurassic Park. Ma, mentre nel romanzo le intenzioni che spingono Levine ad addentrarsi nell’isola sono puramente di tipo accademico e scientifico, la InGen nel film spedisce molti uomini per portare i dinosauri in un parco a San Diego, visto il fallimento di pochi anni prima. Dunque la storia in un certo senso si ripete, ed è chiaro sin dalle prime sequenze che non si tratta del capolavoro ammirato con Jurassic Park, ma di un sequel pensato solo a fini economici.

 

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locandina-kiki“Il romanzo originale, Kiki – Consegne a domicilio, è una splendida opera di letteratura per l’infanzia che raffigura con grande calore l’abisso che separa indipendenza e dipendenza nelle speranze e nello spirito delle ragazzine giapponesi di oggi” (Hayao Miyazaki, parlando di Kiki-Consegne a domicilio nel 1989)

 

Tra le opere di Hayao Miyazaki, alcune sono rimaste quasi ignote ai non appassionati, anche a causa della distribuzione italiana, che solo negli ultimi anni ha tentato di redimersi riportando nelle sale capolavori come Porco Rosso, Laputa – Il Castello nel Cielo e, adesso, Kiki – Consegne a domicilio. Sono tutti film prodotti tra il 1986 e il 1992, che solo ultimamente sono stati recuperati sul grande schermo. Quello che pochi sanno è che per Miyazaki i romanzi sono fortissima fonte di ispirazione, anche se poi, a ben osservare, i suoi film sono effettivamente delle libere interpretazioni più che fedeli riproposizioni, e Kiki – Consegne a domicilio non fa eccezione. Anche in questo caso la protagonista, come spesso accade nelle sue opere, è una ragazzina, la tredicenne Kiki, che a 13 anni decide di allontanarsi da casa per divenire finalmente adulta, arrivando in una città di mare e svolgendo consegne a domicilio come lavoro. Ma non sarà semplice, affronterà diverse difficoltà, tra cui il pericolo di perdere la magia...

 

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locandina-la-città-incantata“Nel pomeriggio, Rina, pensando che stessero mangiando troppo, esortò Monday: «Anche se sono buoni, non significa che dobbiamo mangiarne così tanti». Ciononostante, senza nemmeno ascoltarla, i due continuarono a ingozzarsi. Alla fine Rina nascose il piatto di dolci.” (Il meraviglioso paese oltre la nebbia, Sachiko Kashiwaba, 1987)

 

Chihiro non nascose nessun piatto di dolci, anzi, stette ad osservare i suoi genitori rimpinzarsi di ogni prelibatezza trovata nel ristorante abbandonato nella città deserta, salvo poi correre via spaventata in cerca di aiuto al calar delle tenebre, alla vista degli spiriti, accortasi che i suoi genitori erano stati tramutati in maiali. Quella che può sembrare una sottile differenza, è in realtà uno dei pochi punti di congiunzione rintracciabili tra Il meraviglioso paese oltre la nebbia, romanzo di Sachiko Kashiwaba, e La Città Incantata, il capolavoro di animazione di Hayao Miyazaki. Le differenze sono infatti moltissime, a partire dalla trama: nel romanzo, infatti, la piccola protagonista si chiama Rina ed è in viaggio alla ricerca del paese oltre la nebbia, di cui suo padre tanto le ha parlato, mentre invece Chihiro è catapultata nella sua avventura dall’avventatezza e dell’ingordigia dei suoi genitori. Forse questo è un primo elemento interessante, notando come Miyazaki – non nuovo all’esaltazione di un’infanzia salvifica e riparatrice rispetto ad un’età adulta avida e corrotta – abbia voluto contestualizzare la trama in questo modo proprio per poter inserire questo elemento a lui caro.

 

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HowlDopo che nel 2001 Hayao Miyazaki è tornato alla ribalta con La Città Incantata – vincendo un meritatissimo Orso d’Oro a Berlino e il premio Oscar per il Miglior Film d’Animazione nel 2003 – quando nel 2004 a Venezia, in occasione del Leone d’Oro alla Carriera, ha presentato Il Castello errante di Howl, è stata solo l’ulteriore (ri)conferma dello sconfinato genio dell’animatore giapponese. Il film, infatti, è ormai conosciuto in tutto il mondo e apprezzato moltissimo sia dal pubblico che dalla critica, che ha ormai elevato da parecchi anni Miyazaki allo status di maestro assoluto nel suo genere. Quello che però molti non sanno è che dietro a questo capolavoro c’è un romanzo fantasy omonimo, una fiaba scritta nel 1986 da Dianne Wynne Jones, parte di una trilogia che comprende anche i sequel: Il Castello in aria e La Casa per ogni dove.  

 

“Lui capisce i miei libri come nessuno li ha mai capiti” (Diane Wynne Jones, parlando di Hayao Miyazaki)

 

 

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locandina-jurassic-park“Le dico io qual è il problema insito al potere scientifico che state usando qui: ehm... Non c'è voluta nessuna disciplina per ottenerlo. Voi... Voi avete letto quello che altri hanno fatto e di lì siete partiti, non sono conoscenze dirette, quindi non vi assumente nessuna responsabilità... per quello. Siete saliti sulle spalle di altri per ottenere un risultato il più rapidamente possibile e una volta ottenuto questo risultato voi... voi lo avete brevettato, impacchettato, ficcato in una scatoletta di plastica e ora lo vendete, volete venderlo” (Ian Malcolm a John Hammond, Jurassic Park, Steven Spielberg, 1993)

 

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