HowlDopo che nel 2001 Hayao Miyazaki è tornato alla ribalta con La Città Incantata – vincendo un meritatissimo Orso d’Oro a Berlino e il premio Oscar per il Miglior Film d’Animazione nel 2003 – quando nel 2004 a Venezia, in occasione del Leone d’Oro alla Carriera, ha presentato Il Castello errante di Howl, è stata solo l’ulteriore (ri)conferma dello sconfinato genio dell’animatore giapponese. Il film, infatti, è ormai conosciuto in tutto il mondo e apprezzato moltissimo sia dal pubblico che dalla critica, che ha ormai elevato da parecchi anni Miyazaki allo status di maestro assoluto nel suo genere. Quello che però molti non sanno è che dietro a questo capolavoro c’è un romanzo fantasy omonimo, una fiaba scritta nel 1986 da Dianne Wynne Jones, parte di una trilogia che comprende anche i sequel: Il Castello in aria e La Casa per ogni dove.  

 

“Lui capisce i miei libri come nessuno li ha mai capiti” (Diane Wynne Jones, parlando di Hayao Miyazaki)

 

 

La piccola Sophie è una venditrice di cappelli in una modesta bottega di un paesino sconosciuto. Un giorno, la Strega delle Lande Desolate fa visita al suo negozio e le lancia una maledizione per la quale il suo corpo verrà trasformato in quello di un’anziana nonnina. L’unica speranza, che sembra anche essere la causa della maledizione, è il mago Howl, il quale però ha una reputazione tutt’altro che confortante: la leggenda narra, infatti, che si nutra di ragazze. Sophie, lungo il cammino verso l’abitazione di sua sorella Lettie, incontra uno spaventapasseri che la conduce nel castello magico di Howl...

 

“Mi ha travolto, l’ho trovato meraviglioso, ricco e strano, piano di animazioni bellissime. Sono rimasta di stucco dalla meraviglia.” (Diane Wynne Jones, parlando di Il Castello errante di Howl)

 

Il film di Miyazaki mantiene intatto il soggetto dell’autrice, variando però moltissimo le componenti interne, aggiungendo alcuni elementi e togliendone altri, in modo da adattare il tutto alla sua poetica, mostrando ancora una volta di conservare la sua autorialità pur non partendo da un’idea originale. Esemplificativo il tassello nero della porta magica del castello: nel libro conduce alla famiglia di Howl, mentre nel film permette al mago di andare in una sorta di inferno, che poi scopriremo essere lo scontro bellico che sta cercando di fermare. In effetti si potrebbe dedurne che a Miyazaki non interessa molto spiegare le origini dei suoi personaggi – anche Sophie viene presentata già grande, mentre nel libro c’è una lunga introduzione sulla sua famiglia – quanto il loro aspetto psicologico attuale, lasciando tutte le altre considerazioni alla fantasia e all’intuizione dello spettatore, avvolgendolo nel mistero. Ecco allora che Howl non è solo un indolente e affascinante mago egoista e infantile, come lo dipinge il romanzo, bensì è anche un guerriero pacifista, che cerca in tutti i modi di impedire la guerra, quasi perdendo la propria vita: ulteriore esempio di come Miyazaki sia profondamente animato da uno spirito contro ogni tipo di guerra, come già dimostrato nelle sue opere precedenti, in particolare in Porco Rosso.

 

“In particolare le scene di magia, ho trovato fantastico il demone del fuoco Calcifer anche se non era come l’avevo ritratto nel libro e le stelle cadenti erano favolose [...]Se amiamo una persona accadono cose straordinarie attorno a noi e si possono ottenere grandi risultati anche se il mondo circostante cade a pezzi . è una forma di magia, in un certo senso.” (Diane Wynne Jones, parlando di Il Castello errante di Howl)

Senza dubbio la magia è uno degli elementi che da sempre ha contraddistinto la poetica di Miyazaki, ed è evidente come Il Castello errante di Howl sia, con La Città Incantata e Kiki Consegne a domicilio, il suo film dove questa caratteristica risalta maggiormente. Quella di Miyazaki è una magia molto singolare, diegetica ed extradiegetica, capace di ammaliare i personaggi delle sue fiabe con gli incantesimi, e anche gli spettatori, con la sua animazione perfetta e capace di racchiuderci in un mondo altro, in cui sentirci al sicuro in una sorta di eterna tranquillità. Se lo spaventapasseri Testa di Rapa è un criptico e intrigante personaggio magico, la scena viene rubata a tutti gli effetti da Calcifer, l’affascinante e simpatico demone del fuoco legato ad Howl e capace di governare e di far muovere il castello. D’altro canto è anche vero che nel romanzo vi sono molte più situazioni in cui si ricorre all’uso delle formule e degli incantesimi, con oggetti magici che nel film non sono presenti, ma che comunque contribuiscono a solleticare la fantasia del lettore. Anche l’amore è sempre presente, anche se forse è più corretto dire che i legami – d’amore o di amicizia – sono sempre presenti in tutti i film d’animazione del regista giapponese: dimostrazione del fatto che le sue sono favole dal risvolto morale forte, ma mai ostentato in maniera didascalica, e che ha sempre un bambino o una bambina protagonisti, in quanto è nell’infanzia, che si cela il tesoro più grande che abbiamo ricevuto nella nostra vita: lo stupore e il desiderio di credere alla magia. In questo caso la protagonista è una ragazzina, Sophie, per nulla mutata rispetto al romanzo e splendidamente rappresentata anche a livello visivo, con i suoi continui cambiamenti tra giovinezza e vecchiaia che impreziosiscono ulteriormente un film già di per sé perfetto.

 

“Ho visto i disegni prima di vedere il film e ho pensato che non fosse il castello del mio libro. Però mi è piaciuto il fatto che avesse una personalità, distinta e a volte minacciosa. Era comico, ma anche spaventoso, e molto vulnerabile, visto come perdeva i pezzi. Il mio castello era alto e sottile e fatti di mattoni di carbone,. Mi piace come Miyazaki lo ha tramutato in un oggetto di fantasia.” (Diane Wynne Jones, parlando di Il Castello errante di Howl)

La fantasia. Ecco il vero leitmotiv dell’opera di Miyazaki. Il regista infatti si fa portavoce di una poetica dell’infanzia, in cui chiede anche ai più grandi di guardare dentro di sé, facendosi catturare dalla sua narrazione, dalle sue creature incredibili e dai suoi paesaggi incantati. Se saremo disposti a seguirlo, Miyazaki ci potrà fare un regalo enorme: ci riporterà la nostra infanzia. E questa è la vera magia.

 

Login

Social Network

IL SUPERPAGELLONE DI SETTEMBRE 2018

sullamiapelle

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di SETTEMBRE2018

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.