William-FriedkinUn giovane di belle speranze sta ultimando le riprese di un episodio della serie televisiva L’ora di Hitchcock. All’improvviso nello studio si materializza lui, Hitch: sigaro in bocca, passo fiero ma claudicante, presenza minacciosa che evoca ammirazione e rispetto.

Il giovane di belle speranze si avvicina al Maestro e, elettrizzato, gli porge la mano: “Mister Hitchcock, per me è un onore conoscerla”. Hitch porge svogliatamente la mano e sembra quasi aspettarsi che il ragazzo gliela baci; freddo e distaccato, squadra il giovane con sufficienza e lo ammonisce: “Mister Friedkin, solitamente i nostri registi portano la cravatta”.

Spiazzato, il giovane di belle speranze rimane senza parole, pensa ad una risposta efficace da improvvisare ma il Re del brivido non ha tempo da perdere; il giovane di belle speranze, nella sua mise da t-short e pantaloni kaki, osserva Hitch allontanarsi. Cinque anni più tardi, l’allievo si prenderà una piccola rivincita sul Maestro.

 

Questo è solo uno degli svariati aneddoti che hanno colorato la vita personale e professionale di William Friedkin, Leone d’Oro alla Carriera all’ultima Mostra del Cinema di VeneziaIl buio e la luce (edito da Bompiani) è l’autobiografia di un personaggio, prima ancora che un cineasta, decisamente sui generis, affascinato dal male che sopito si nasconde in ognuno di noi, ossessionato dalle ambiguità dell’animo umano, refrattario a qualsiasi vocazione autoriale, focalizzato più sui fiaschi e sulle occasioni mancate che sui successi che lo hanno portato ad essere riconosciuto come uno dei maestri della New Hollywood.

Eppure Friedkin sfugge a qualsiasi classificazione predefinita: arriva al successo insieme ai vari Coppola, Scorsese, Spielberg e Lucas, ma non è un movie brat (a differenza dei colleghi sopra citati non è laureato e non ha studiato la storia del cinema), né un cinefilo militante (scopre, quasi per caso, il suo amore per il cinema grazie a Quarto potere e si infatua della nouvelle vague francese, soprattutto del lavoro di Henri-Georges Clouzot); lavora per studios importanti ma ne ha accetta e compreso dogmi e dettami, contrastandoli apertamente e spesso uscendone vincitore (si veda l’episodio del rimontaggio de Il braccio violento della legge); dopo un Oscar e due film entrati nella storia del cinema decide di reinventarsi completamente, di fare i film che ama, alieno ai compromessi, e di correre rischi che i più considererebbero assurdi, andando incontro a scelte sbagliate e avventurose e riuscendo a ripartire da capo ogni volta dopo un fallimento.

L’esordio del 1962 con il documentario anti pena di morte The People vs. Paul Crump è paradigma di una vita e di una carriera dove il buio e la luce sono tra loro interdipendenti tra loro e costantemente presenti. “Bene e male coesistono in me come in tutti noi, e credo ci sia una lotta continua perché prevalgano i nostri angeli migliori. È un tema di tutti i miei film e continua a essere una lotta personale”.

Dalla periferia fredda e sonnacchiosa di Chicago alle lussuose ville di Malibu; da un improbabile musical-documentario con Sonny e Cher ai trionfi de Il braccio violento della leggeL’esorcista; dalla soffertissima lavorazione de Il salario della paura (capolavoro appena restaurato e riscoperto alla Mostra di Venezia) al fiasco di Cruising; dalla nuova vita come regista lirico ai successi di BugKiller JoeIl buio e la luce racconta il viaggio di una vita imprevedibile e sorprendente, un ottovolante spericolato e affascinante.

Senza celare gli aspetti più privati (l’amicizia fraterna con Harold Pinter, i vari problemi di salute, i tre matrimoni falliti e l’incontro con Sherry Lansing, sua attuale compagna) e gli errori di valutazione (lo scetticismo dinnanzi a progetti come Guerre stellariLo squalo, il no a Nato il 4 luglio con Al Pacino come protagonista), Friedkin si mette a nudo, diverte e spiazza per la lucida autoanalisi cui si sottopone, mai compiaciuto, rivelando debolezze, ossessioni, idiosincrasie e passioni di una mente geniale, complessa e tutta da scoprire con piacere e curiosità.  

 

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