Maze

Diversi film (come Hunger di Steve McQueen) hanno raccontato la storia di Bobby Sands e degli altri detenuti repubblicani nel carcere nordirlandese di Long Kesh, che nel 1981 avviarono lo sciopero della fame (l'Hunger Strike) per ottenere lo status di prigionieri politici. Pochi, invece, sanno che due anni dopo la protesta, culminata nella morte di Sands e altri nove uomini, da quello stesso edificio fuggirono 38 carcerati dell'Ira, in quella che è stata la più grande evasione della storia del sistema carcerario britannico. Maze di Stephen Burke è la ricostruzione di quella fuga di massa, incentrata principalmente sul personaggio di Larry Marley (Tom Vaughan-Lawlor), stratega dell'operazione, e sul suo rapporto con il secondino Gordon Close (Barry Ward), personaggio fittizio ma ispirato a circostanze autentiche.

Maze è l'ala di Long Kesh che fu destinata ai detenuti e agli internati senza processo dei Troubles, il decennale conflitto in Irlanda del Nord, costituito da otto edifici in cemento armato noti come H-Blocks. Bunker, scrittore e regista al suo secondo lungometraggio (dopo Indovina chi sposa Sally) che con la moglie Jane Doolan, produttrice di questo film, vive e lavora tra la Sardegna e l'Irlanda, dirige un solido prison movie che in Eire è stato un grande successo di pubblico. Ottimamente interpretato da tutti e in special modo dai due protagonisti Vaughan-Lawlor e Ward, Maze affronta una questione politica ancora largamente controversa senza dare giudizi e offrendo entrambi i punti di vista, mantenendo inoltre un buon equilibrio tra analisi storica (con elementi poco conosciuti come la convivenza forzata tra detenuti repubblicani e lealisti, paradossalmente conniventi con le guardie) e prodotto di genere.

Nell'arco narrativo del film, la fase di preparazione della fuga è sin troppo dilazionata rispetto a quella dell'evasione vera e propria, che occupa in sostanza gli ultimi minuti, ma è stato lo stesso Bunker a dichiarare come il vero fulcro della pellicola sia il dualismo Larry-Gordon. I punti di forza dell'opera sono proprio i dialoghi e la tensione narrativa impeccabile: per quanto il lirismo autoriale di Hunger sia lontano, Maze è un lavoro efficace e interessante, imperdibile per gli appassionati della questione nordirlandese e consigliato a chi vuole semplicemente godersi un bel thriller carcerario. 

Voto: 2,5/4

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