Film inediti

Oltre il guadoDobbiamo essere grati al regista friulano Lorenzo Bianchini. A lui va dovuto il massimo rispetto, e tutta la più sincera ammirazione, sia per la coerenza stilistica, che per il rigore formale che egli, pur fra mille difficoltà produttive, mostra da dieci anni a questa parte. Ma dobbiamo essergli grati anche perché Bianchini non si è mai considerato il primo della classe alla scuola serale diretta da Argento (istituto, per altro, chiuso da almeno vent’anni, forse di più), non ha mai pensato di cedere ad efferati arsenali sadici pour épater le bourgeois, né, tantomeno, si è mai sognato di salire sul carretto insanguinato del “Torture Porn”. No, Bianchini vuole semplicemente farci paura, cosa che gli riesce dannatamente bene… Bianchini appartiene ad una razza sempre più rara: egli è un Puro Regista dell’Orrore.

 

Leggi tutto: OLTRE IL GUADO di Lorenzo Bianchini (2013)

cinema-anno-zero-locandinaNato nel 1941 dal matrimonio tra il grande Roberto e Marcella De Marchis, Renzo Rossellini è una figura che ha attraversato cinquant’anni di storia del cinema italiano: prima come assistente alla regia del padre e autore di alcuni documentari (e di un episodio del film collettivo L’amore a vent’anni), poi come produttore per registi come Federico Fellini (Prova d’orchestra, La città delle donne, E la nave va), Marco Ferreri (Chiedo asilo), Mario Monicelli (Il Marchese del Grillo), Ingmar Bergamn (Fanny e Alexander) e moltissimi altri, nonché come fondatore di una delle prime radio libere italiane (Radio Città Futura). Un personaggio straordinario, che si racconta nel film-intervista Cinema Anno Zero, diretto dal giovane regista indipendente Michele Diomà.

Interamente girato con un filtro in bianco e nero che omaggia il cinema d’epoca, il documentario si snoda attraverso questo eccezionale percorso professionale ed esistenziale, partendo dai ricordi di Renzo dedicati al genitore e al fortunato sodalizio artistico con Fellini. Rivive così una stagione irripetibile del nostro cinema attraverso le parole, lucide e toccanti, di uno dei suoi silenziosi protagonisti.

Leggi tutto: CINEMA ANNO ZERO – Viaggio tra i miracoli e le macerie del cinema libero con Renzo Rossellini di...

locandina-antiviral“From her body to your body. From her cells to your cells.”

 Cronenberg, Brandon. Agli appassionati cinefili (ma anche ai profani) questo cognome risulterà sicuramente familiare. Ad esordire dietro la macchina da presa con Antiviral (in concorso nella sezione Un Certain Regard del 65º Festival di Cannes) è nientemeno che il figlio del geniale David, profeta della nuova carne ossessionato dal corpo e dalle sue (dis)funzioni, che negli ultimi tempi ha virato la sua filmografia verso qualcosa di più complesso e concettuale (Cosmopolis), rimanendo legato a doppio filo ai suoi comunque rintracciabili feticci.

Leggi tutto: ANTIVIRAL di Brandon Cronenberg (2012)

ArrugasUn film di animazione per raccontare la vecchiaia in modo crudo, senza mezzi termini e al contempo delicato e commovente: una scelta decisamente inusuale. Eppure la scommessa dello spagnolo Arrugas-Rughe funziona dal primo all’ultimo frame, attanagliando allo stomaco lo spettatore, tanto realistico e lontano da ogni possibile edulcorazione da sembrare quasi un documentario.

Tratto dall’omonima graphic novel di Paco Roca e presentato al Festival di San Sebastiàn nel 2011, il film è uscito in poche copie in Italia in versione originale sottotitolata. Un peccato che non abbia trovato una vera e propria distribuzione, nonostante i due premi Goya (gli Oscar del cinema spagnolo) vinti in patria.

Leggi tutto: ARRUGAS di Ignacio Ferreras (2011)

42Succede spesso nello sport, e nel calcio è quasi diventata una moda senza valore, che una squadra decida di ritirare un numero di maglia, in ricordo di un particolare giocatore, delle sue gesta, talmente importante da essere elevato a simbolo, entrando nell’assoluto. Quello che stupisce è che nel baseball americano, dal 1997, sia stato imposto a tutte le squadre di ritirare il 42, permettendo solo a chi già lo indossava di mantenerlo (ora è rimasto solo a Mariano Rivera, degli Yankees). Perché? È un ricordo, la memoria di un giocatore che ha cambiato per sempre la storia del baseball, e forse non solo.

Quando Branch Rickey (Harrison Ford) decise di portare Jackie Robinson (Chadwick Boseman) a firmare per I Brooklyn Dodgers, in molti devono aver pensato fosse pazzo. È il 1945, e Jackie è un afroamericano, giocare nella MLB, in mezzo alle discriminazioni razziali, era un’utopia: esistevano infatti le Negro League, riservate ai ragazzi di colore. Eppure Rickey ci crede, contro tutto e tutti.

Leggi tutto: 42 di Brian Helgeland (2013)

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