Invisibili: i film inediti in sala

 

locandina-a-annan-vegÈ possibile coniugare tre elementi come i paesaggi di Werner Herzog, un humor tipicamente nordico - alla Kaurismaki per intenderci - e un tono leggermente drammatico? La pellicola dell’islandese Hafsteinn Gunnar Sigurdsson, A annan veg (Either Way), sembra riuscirci.

 

Finnbogi (Sveinn Olafur Gunnarsson) lavora, nel corso della stagione estiva, sulle strade islandesi libere dalla neve e dal ghiaccio invernale. Quest’anno, eccezionalmente, si è portato appresso il giovane Alfred (Hilmar Gudjonsson), fratello di sua moglie con il quale instaura uno strano legame di amicizia e parentela che li terrà uniti, fra alti e bassi, durante questi mesi estivi.

 

 

Leggi tutto: A ANNAN VEG (EITHER WAY) di Hafsteinn Gunnar Sigurdsson (2011)

visins-di-cjase-locandinaPer ogni film che sbarca al cinema, ce ne sono molti altri che probabilmente non vedranno mai il buio della sala. Visins di Cjase, lungometraggio d’esordio di Marco Londero e Giulio Venier, in realtà è stato presentato diverse volte nel corso del 2012 in Friuli Venezia Giulia (dove viene tuttora proiettato periodicamente), ma non ha ancora una vera distribuzione sul territorio nazionale.

Si tratta di un piccolissimo film prodotto dalla casa cinematografica indipendente Uponadream, in collaborazione con Teatrino del Rifo e Prospettiva T. Un prodotto low budget, tratto da Racconti bigami di Renzo Brollo (anche sceneggiatore), realizzato da un gruppo di appassionati di cinema che si sono cimentati in un’operazione decisamente originale.

 

 

Leggi tutto: VISINS DI CJASE di Marco Londero e Giulio Venier (2012)

Locandina-Primer"Do you believe in time travel?" Questa è la domanda che il coniglio Frank rivolge ad un Donnie Darko strafatto di farmaci, ed è la stessa domanda a cui tanti sci-fi geeks vorrebbero avere una risposta, la possibilità di piegare la linea retta del tempo per raggiungere uno qualsiasi dei punti che la compongono. Il cinema non si è mai posto tanti problemi ed ha sfruttato, con risultati altalenanti, un' idea affascinante con tutte le sue possibili applicazioni narrative: basti pensare all' immortale trilogia di Zemeckis, Ritorno al Futuro. Ma anche titoli più o meno conosciuti più o meno recenti, come Deja vu del compianto Tony Scott, lo stesso Donnie Darko di Richard Kelly poco sopra citato, Butterfly Effect, L' esercito delle Dodici Scimmie di Terry Gilliam e, perchè no, anche il capolavoro di Lynch, Strade Perdute. E poi c'è Primer.

 

 

Leggi tutto: PRIMER di Shane Carruth (2004)

the raidAppena rientrato dalla trentesima edizione del Torino Film Festival, ho avuto modo di riflettere su come questa rassegna scelga e proponga costantemente titoli coraggiosi ed intelligenti. Caratteristiche che The Raid, di Gareth Huw Evans, non nasconde minimamente (motivo per cui abbiamo potuto apprezzarlo nella rassegna torinese dello scorso anno). 
 
La trama è elementare e lineare. In Indonesia, una squadra Swat organizza un blitz in un condominio governato da un boss mafioso e abitato da tutti i suoi aguzzini. Inevitabilmente la copertura salterà e inizierà una guerra alla sopravvivenza a porte chiuse. Non è tanto il "cosa" a farci apprezzare questo film, ma il "come". Il regista gira molto bene, a mano sicura, con uno stile che non ha da invidiare nessuno dei grandi capolavori d'azione. Ma la cosa ancor più sorprendente è che lo fa in un lungometraggio che parte si da un plot semplice, ma si addentra in campi ben più intimi e profondi. 

Leggi tutto: THE RAID, di Gareth Evans (2011)

Due giovani amici con lo stesso nome, Gerry, affrontano un viaggio nel deserto americano, senza il minimo bagaglio né una meta chiara. La macchina da presa li segue ossessivamente attraverso il loro cammino ostinato ma confuso, sempre più disperato, che può approdare solo a una conclusione estrema e tragica.

Il nono lungometraggio di Gus Van Sant è uno dei più insoliti e antinarrativi film americani degli ultimi anni: puro cinema minimale, spogliato di ogni orpello scenografico e visivo, incorniciato in perfette unità di luogo, tempo e azione. Due attori (gli ottimi Casey Affleck e Matt Damon), qualche comparsa, l’infinito di una landa desolata e nient’altro. Dedicato alla memoria dello scrittore Ken Kesey (morto nel novembre 2001) e presentato al Sundance Film Festival e al Toronto Film Festival nel 2002, il film è stato distribuito in patria solo nel 2003 in pochissime copie. In Italia, e la cosa non deve stupire, non è mai arrivato.

 

 

 

 

Leggi tutto: GERRY di Gus Van Sant (2002)

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