cinema-anno-zero-locandinaNato nel 1941 dal matrimonio tra il grande Roberto e Marcella De Marchis, Renzo Rossellini è una figura che ha attraversato cinquant’anni di storia del cinema italiano: prima come assistente alla regia del padre e autore di alcuni documentari (e di un episodio del film collettivo L’amore a vent’anni), poi come produttore per registi come Federico Fellini (Prova d’orchestra, La città delle donne, E la nave va), Marco Ferreri (Chiedo asilo), Mario Monicelli (Il Marchese del Grillo), Ingmar Bergamn (Fanny e Alexander) e moltissimi altri, nonché come fondatore di una delle prime radio libere italiane (Radio Città Futura). Un personaggio straordinario, che si racconta nel film-intervista Cinema Anno Zero, diretto dal giovane regista indipendente Michele Diomà.

Interamente girato con un filtro in bianco e nero che omaggia il cinema d’epoca, il documentario si snoda attraverso questo eccezionale percorso professionale ed esistenziale, partendo dai ricordi di Renzo dedicati al genitore e al fortunato sodalizio artistico con Fellini. Rivive così una stagione irripetibile del nostro cinema attraverso le parole, lucide e toccanti, di uno dei suoi silenziosi protagonisti.


Diomà, però, non si limita a cercare un excursus nostalgico da parte dell’intervistato, ma lo interroga anche su ricordi extracinematografici, come l’esperienza radiofonica e il buio periodo degli anni di piombo e dell’assassinio di Aldo Moro. Ben presto emerge la volontà di tracciare un parallelismo con la situazione odierna e la crisi nera della cinematografia italiana degli ultimi anni, di cui vengono esplorate le contraddizioni, i rapporti con il potere politico e le difficoltà per i giovani autori di fare un cinema veramente libero. La vis polemica è evidente nelle intenzioni di Diomà e trova perfetto contraltare nelle idee disincantate del suo interlocutore.

Peccato che le domande dell’intervista si alternino - oltre che alle bellissime immagini dei film citati - a un’inspiegabile sequenza, totalmente scollata dal resto, in cui il regista ritrae se stesso (in uno stile che ricorda molto l’onirismo della sua precedente opera, L'ultimo sogno di Howard Costello). Restano comunque le parole di Renzo Rossellini, da ascoltare con molta attenzione. Il film è interamente visibile su YouTube.

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