Interviste

LE USCITE IN SALA DI APRILE 2019

avengers-endgame
 
Aprile è un mese davvero denso di uscite in sala: il film più atteso dalla nostra redazione è Avengers: Endgame, capitolo conclusivo della saga Marvel sui Vendicatori, ma al cinema escono anche l'acclamato horror Noi di Jordan Peele, il ritorno di Nadine Labaki con Cafarnao e il reboot Hellboy di Neil Marshall. Insomma, ce n'è per tutti i gusti! Eccovi l'elenco completo dei titoli:
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I classici

blues brothers

“Sì! Sì! Gesù Cristo ha compiuto il miracolo! Ho visto la luce!”

Joliet Jake Blues

Può un film condizionare l’esistenza? Può plasmare (o plagiare, come preferite) una persona al punto da spingerla a rivederlo, in media, una volta alla settimana da anni? Portarla ad imparare ogni singola battuta a memoria e a citarla, suscitando ilarità e/o sgomento tra gli amici più intimi? A farsi tatuare con esplicito riferimento ai suoi protagonisti?

Ebbene sì, tutto ciò è possibile. Eccomi. Trent’anni, di cui ventiquattro passati ad essere irrimediabilmente ossessionata da una pellicola. A questo punto, molti di voi potrebbero aspettarsi un’opera di immenso valore ideologico e culturale, entrata nella storia del cinema per il suo altissimo e profondissimo messaggio intrinseco; ma, dato il titolo di riferimento, qualcuno si starà ponendo più di una domanda.

 

Leggi tutto: THE BLUES BROTHERS di John Landis (1980)

sentieri-selvaggi

“Let’s go home, Debbie”

Sono le parole che John Wayne pronuncia nel finale di Sentieri selvaggi, sollevando tra le braccia la nipote che fino a un momento prima voleva uccidere perché “contaminata” da un matrimonio indiano: bene, se in quel momento non vi commuovete, probabilmente è perché avete un cuore di pietra. Questo squarcio di tenerezza che irrompe improvvisamente in un film colmo di violenza è forse la sequenza più amata di uno dei migliori western di sempre, che non a caso un certo Martin Scorsese considera il più grande film americano mai prodotto.

Insolitamente crudo e realista per essere stato girato in quel 1956 ancora ben lontano dalla stagione “matura” del western, Sentieri selvaggi costituisce la summa dell’intera poetica di John Ford ed è probabilmente il suo lavoro più perfetto, più maestoso, più personale. Il segno tangibile del raggiungimento di un preciso stile narrativo ed estetico che ha ispirato le successive generazioni di registi americani, la resa in immagini di una weltanschauung ormai inevitabilmente amara, disillusa e crepuscolare.

Leggi tutto: SENTIERI SELVAGGI di John Ford (1956)

freaks

“They didn’t ask to be brought into the world, but into the world they came”.

Mostrare l'immostrabile, spettacolarizzare l'inguardabile, costringere lo spettatore a fare i conti con un'umanità altra, talmente disprezzata e disprezzabile da non sembrare nemmeno parte della stessa categoria di viventi. E farlo con una grazia inimitabile, entrando in punta di piedi nei carrozzoni fatiscenti dove si annida questa strana tribù para-umana, guardando a questi figli sfortunati, o a quel che resta di loro, con l'occhio commosso e impermeabile al reale tipico della madre dello scarafaggio.

È l'impresa compiuta da Tod Browning, già autore di numerose pellicole mute che sfioravano o abbracciavano il tema “fenomeni da baraccone” (come il dimenticato e splendido Lo sconosciuto) con Freaks, che si affaccia al 1932 pieno di ambizioni destinate naturalmente ad essere frustrate. Incompreso, maltrattato, tacciato di turpitudine ed immoralità, questo capolavoro della settima arte viene rinnegato insieme al suo autore, recuperato come cult-movie dai fanatici dell'horror (peraltro incomprensibilmente) solo trent’anni dopo e a tutt'oggi non ancora del tutto sdoganato.

 

Leggi tutto: FREAKS di Tod Browning (1932)

gooniesForse più si cresce e più si è sensibili alla nostalgia. 
Deve essere per questo che, scorrendo i titoli presenti nella mia videoteca, il mio sguardo si ferma sempre su quelli con i quali, non posso negarlo, ho dei legami particolari che nulla o quasi hanno a che vedere con il valore artistico o l'importanza dei nomi coinvolti.

Leggi tutto: I GOONIES di Richard Donner (1985)

2001.-Odissea-nello-spazio

Oltre. Semplicemente. Cos’altro si pió scrivere oggi su2001: Odissea nello spazio? Era il 1968, la prima fu il 2 aprile a Washington D.C., quando la storia del cinema ebbe un sussulto.

Stanley Kubrick ce l’aveva fatta: l’opera totale, sinestetica, che sarebbe diventata la pellicola del secolo aveva fatto capolino sul grande schermo.

 

 

Leggi tutto: 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO (1968)

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IL SUPERPAGELLONE DI MARZO 2019

 gloria bell

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di MARZO 2019

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