I classici

Le Armonie di Werckmeister: il martirio della balena e la brevità della  memoria

“Verso di te rotolo, verso di te, balena che tutto distruggi senza riportar vittoria; fino all’ultimo mi azzuffo con te, dal cuore dell’inferno ti trafiggo; in nome dell’odio ti sputo addosso l’estremo respiro. Affonda tutte le bare e tutti i catafalchi in un vortice solo! e poiché né questi né quelle possono essere per me, ch’io ti trascini sbranata mentre continuo a darti la caccia, benché sia legato a te, dannata balena! Così, lascio andare la lancia” (Herman Mellville, Moby Dick)

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40 anni da I predatori dell'arca perduta: il 12 giugno del 1981 Indiana Jones sbarcava per la prima volta nelle sale americane, con il primo film di una saga che frullava in un mix James Bond e i film d'avventura del cinema classico. Sarebbero seguiti Indiana Jones e il tempio maledetto e Indiana Jones e l'ultima crociata (rispettivamente nel 1984 e nel 1989), poi lo spin off televisivo Le avventure del giovane Indiana Jones e quindi il pasticciatissimo e per certi versi imbarazzante quarto capitolo Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008). E non è finita: nel 2022 arriverà un quinto film, con Harrison Ford che è tornato a indossare la fedora di Indy a 78 anni.

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9 novembre 1989: crolla il muro di Berlino. 11 settembre 2001: crollano le Torri Gemelle. Si sgretolano d’un tratto anni di storia, di ideologia, di drammi feroci costruiti mattone su mattone. E tutto cambia. Ma che succederebbe se facessimo finta di nulla? Se immaginassimo di addormentarci qualche istante prima della caduta e ci svegliassimo poi, non ci culleremmo forse nell’innocua illusione che nulla sia mutato?

Il Conformista
 
“Sto per costruirmi una vita normale. Sto per sposare una piccolo borghese.
Mediocre. Piccole ambizioni. Tutta letto e cucina”.

È attorno al concetto (e a una spasmodica ricerca) di normalità, che ruota Il conformista. Che poi normalità sia essere un “vero cittadino, un vero patriota, un vero fascista” è tutto da dimostrare. A meno di un mese dalla morte del maestro Bernardo Bertolucci, ci piace ricordarlo percorrendo i suoi primi passi. 1970. Siamo prima dello scandalo di Ultimo tango a Parigi, prima dei grandi kolossal e dei premi Oscar. Nove, per L’ultimo imperatore. Nove Oscar per l’Oriente, per la crudeltà della storia, per l’epica che si fonde con la solitudine.

Lo scorso anno, la distribuzione nelle sale di Ritorno al Futuro il 5 dicembre è stato un successo enorme, tale da “costringere” le sale cinematografiche ad aggiungere anche la data del 6 per l’enorme richiesta degli appassionati. Perché non ripetersi? E infatti il 23 ottobre in alcune sale sarà possibile godersi Ritorno al Futuro parte II, con cui Robert Zemeckis ha consacrato Marty McFly e Doc Brown nell’olimpo dei grandissimi ed indimenticabili della storia del cinema.

Si tratta del naturale proseguimento del primo film, con Doc (Christopher LLoyd) che richiama l’attenzione di Marty (Michael J. Fox) perché suo figlio, nel 2015, si trova nei guai ed è assolutamente necessario andare a salvarlo. Anche Jennifer, fidanzata e futura sposa di Marty, è coinvolta nel viaggio, in cui verrà trovato un almanacco con tutti i risultati sportivi dal 1950 in poi, e Biff è pronto ad approfittarne. 

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