Le Armonie di Werckmeister: il martirio della balena e la brevità della  memoria

“Verso di te rotolo, verso di te, balena che tutto distruggi senza riportar vittoria; fino all’ultimo mi azzuffo con te, dal cuore dell’inferno ti trafiggo; in nome dell’odio ti sputo addosso l’estremo respiro. Affonda tutte le bare e tutti i catafalchi in un vortice solo! e poiché né questi né quelle possono essere per me, ch’io ti trascini sbranata mentre continuo a darti la caccia, benché sia legato a te, dannata balena! Così, lascio andare la lancia” (Herman Mellville, Moby Dick)

 

“Perché qualunque cosa hanno toccato – e loro toccano tutto – lo hanno corrotto. Così è stato sino alla vittoria finale. Sino al finale trionfante. Acquisire, corrompere, corrompere, acquisire. O posso mettertela in un altro modo, se vuoi: Toccare, corrompere e quindi acquisire o toccare, acquisire e quindi corrompere. È andata avanti così per secoli, avanti, avanti e avanti.(…) Perché per questa vittoria è necessario che l’altra parte, quella alta grande e nobile, non debba entrare in nessuna disputa. Non doveva esserci alcun tipo di lotta, solo l’improvvisa scomparsa di una parte, ossia la scomparsa dell’eccelso, del grandioso e del nobile.”(Il cavallo di Torino)

La vita umana non ha senso, non c’è un senso nei nostri eterni ritorno, nei gesti sempre uguali e anche quando sembra esserci qualcosa di incredibile e di reale, e comunque solo il ripetersi di un sistema perpetuo. Un sistema come il sistema solare che Valuska fa interpretare agli ubriachi del bar: sta arrivando l’eclissi solare, per un attimo il mondo finirà, tutto si farà scuro, gli animali si ammutoliranno, anche la natura e le montagne non saranno più le stesse, un sorta di apocalisse temporaneo, ma poi tutto tornerà alla normalità. Tutto deve cambiare perché non cambi niente: è questa la grande verità della vita e dell’uomo, il perpetuarsi di un sistema.

Seguiamo Valuska nella sua quotidianità e nella sua routine, quello che lo muove è la curiosità, la voglia di conoscenza e di condividere questa conoscenza (viene anche schernito per questo), tuttavia è un uomo del popolo e lui stesso finisce per essere manipolato. Il signor Estzster è un uomo colto, potrebbe essere un leader per la sua comunità, le persone lo vedono così, tuttavia lui stesso decide di condurre una vita isolata, occupandosi solo di quello che gli interessa. Nessuno può fermare il cambiamento, tutto deve perpetuarsi e ripetersi.

Nella storia che è inverosimile, la veridicità dell’azione ci viene data dai gesti piccoli e quotidiani che fanno i protagonisti che vengono ripetuti ciclicamente. Lo stesso Bela Tarr dirà in un intervista 20 anni dopo, che lui e il cast avevano la sensazione di mettere in scena una favola, tuttavia lo stesso regista ammette che questa storia si è poi rivelata tristemente profetica, paragonando i fatti dei film ai fatti di Capitol Hill.

L’arrivo della Balena e del Principe, getterà il paese nell’oscurità (letteralmente un immagine ci mostra il loro arrivare). La Balena nella letteratura sacra e non, rappresenta un essere misterioso e straordinario. Il Leviatano è spesso tradotto come la grande balena, nel Cristianesimo è comunque considerata una creatura di Dio per quanto mostruosa. Nella cultura ebraica il Leviatano è una creatura pericolosa, tanto che lo stesso Dio che ha creato un maschio e una femmina, per paura che distruggessero il mondo, uccide la femmina, in maniera che non si riuscissero a riprodursi. Il Leviatano è una figura pericolosa perché i suoi occhi hanno un grande potere illuminante, è metafora di illuminazione e di conoscenza infinità. La Balena è l’ossessione del comandante Achab e la morte temporanea per Pinocchio, sempre in bilico tra creature mostruosa e straordinaria. Per Valuska, che ne è quasi ossessionato, è una creatura di Dio, misteriosa e da studiare; per il signor Estzter invece è una tappa dell’evoluzione.

Il regista chiede allo spettatore uno sforzo interpretativo della scena permettendogli in qualche maniera di fare parte della storia, infatti non solo la simbologia della Balena ci permette di addentrarci meglio nella storia, ma l’assenza di un immagine precisa del Principe, invita lo spettatore a fare uno sforzo di interpretazione, dicendoci che il Principe può essere un costrutto dell’uomo come un pensiero, una religione o un partito politico. Da invenzione commerciale ad un qualcosa che ammaglia gli altri e li porta a fare quello che vuole lui.

Il mondo crolla in questa piccola comunità è la situazione diventa sempre più violenta ed ingestibile; “il mondo è totalmente impazzito in cielo si è rotto qualcosa”. Gli abitanti passano tutto il tempo del film a farsi domande su cosa sta succedendo, senza però capire veramente e riuscire a bloccare la situazione, la confusione si riflette anche nei loro discorsi. Gli adepti del Principe pensano che tutto sia un inganno e vada distrutto, nelle rovine si cela la ricostruzione; mentre l’incomprensibile avviene qualcuno ne approfitterà per prendere il potere, un vuoto di controllo farà si che ci sia un ribaltamento del potere, lo stesso Principe e le sue idee verranno usate da qualcuno per prendere potere, in una società dove tutti usano tutti. Non è la Balena, il Principe o l’eclissi la causa di tutto ciò ma l’uomo stesso. Valuska allora smette di essere narratore e diventa mero osservatore che correre da una parte all’ altra, senza capire bene cosa fare e cosa sta avvenendo.

Ma qualcosa di vero e di puro c’è: l’amicizia tra Valuska ed Estzster, l’amore (rappresentato da il poliziotto e la sua amata che nonostante stiano mangiando, non riesco a smettere di baciarsi nella mensa), i bambini dell’ispettore che non vogliono andare a letto e la musica. Il lunghissimo piano sequenza della distruzione dell’ ospedale, ci riporta a pensare che c’è ancora speranza per l’umanità, perché i vandali all’apparire di qualcosa di puro e di fragilissimo si fermano e l’inquadratura dall’alto ci fa capire che ancora temono un giudizio divino. Come Weckmeister, Bela Tarr è alla ricerca della creazione di un sistema dove tutti gli elementi possono essere accordati e suonare all’unisono, i presupposti ci sarebbero, peccato che l’uomo non sia fatto da note, ma da istinti e non cerchi la perfezione, ma di prevaricare sull’altro perpetuando un sistema che si ripete ciclicamente, senza senso. In fondo il signor Estzster lo dice:”ci sono stati tempi più felici del nostro, ai tempi di Pitagora e Aristosseno, quando i nostri avi usavano gli strumenti accordati in maniera naturale, loro si accontentavano di suonare solo alcuni toni perché non erano tormentati dal dubbio, sapevano che l’armonia divina appartiene agli dei (…) dobbiamo però prendere coscienza che questa accordatura naturale ha i suoi limiti. È una limitazione per tanto preoccupante che esclude decisamente l’utilizzo dei toni in chiavi musicali più alte”. Valuska che scappa sulle rotaie inseguito da un aereo ci ricorda Cary Grant in “Intrigo Internazionale” perché entrambi si trovano invischiati in qualcosa che più grande di loro e che non capiscono.

Tutto stride negli strumenti accordati naturalmente, le carcasse degli animali morti puzzano e nulla ha più importanza.

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