LUCA

Tre film in due anni per la Pixar, che dopo Onward e Soul fa uscire a distanza abbastanza ravvicinata anche Luca, rilasciato esclusivamente nella piattaforma di Disney+ (senza costi aggiuntivi). Peccato non godere delle bellezze della riviera ligure e del mare su grande schermo, ma - si sa - la tendenza ormai è quella. Resta comunque inalterato l'orgoglio tricolore, nel vedere il primo film Pixar ambientato totalmente in Italia e girato dal nostro Enrico Casarosa, genovese trapiantato in America all'esordio nel lungo dopo il corto candidato all'Oscar La luna.

In questo film c'è tutto l'amore del regista per la sua terra natale: la storia ruota intorno a Luca Paguro, "cucciolo" di una razza di creature marine che vivono sotto nelle profondità del mar ligure e diventano umani non appena escono dall'acqua. Insieme all'amico Alberto Scorfano, fugge dalla famiglia e dalla noia sottomarina per scoprire un mondo meraviglioso sulla terraferma.

Luca è un racconto di formazione e di crescita che rende omaggio ai paesaggi del Levante (l'immaginaria località di Portorosso è ispirata alle Cinque Terre) e che racconta un'Italia calata nel passato, tra gli anni 50 e 60. L'effetto cartolina da film hollywoodiano è sempre in agguato, "aggravato" dal product placement alla Vespa talmente smaccato da farsi estenuante. Al di là di queste concessioni, però, Casarosa riesce a mantenere un'atmosfera genuina (come già in La luna), che dietro alla patina della location pittoresca e ai personaggi volutamente macchiettistici (a partire dal bulletto antagonista) restituisce l'italianità verace e autentica, quella della commedia neorealista.

Pur senza avere la profondità filosofica dell'immediato predecessore Soul (film molto complesso e poco adatto ai più piccoli, a differenza di Luca che è perfetto anche per un pubblico di bimbi), il lungometraggio di Casarosa funziona soprattutto nella storia d'amicizia tra i tre ragazzini protagonisti e in particolare in quella tra Luca e Alberto (ben scritta l'alchimia tra i due caratteri opposti e complementari) con il tormentone "Silenzio, Bruno!" che simboleggia l'invito a varcare i propri limiti e ad avere il coraggio di crescere. 

Voto: 2,5/4

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