Film in streaming

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Chi l'avrebbe mai detto che Renato Pozzetto ci avrebbe regalato il ruolo della vita a ottant'anni compiuti grazie a Pupi Avati, altro eterno ragazzino del cinema che continua a fare il suo cinema intimista e nostalgico con Lei mi parla ancora, pensato per le sale ma poi approdato su Sky. Il regista bolognese torna nei luoghi del cuore (la bassa padana, tra Emilia e Veneto) con la storia vera dei genitori di Elisabetta e Vittorio Sgarbi, raccontata nel libro Lei mi parla ancora - Memorie edite e inedite di un farmacista che il papà Giuseppe Sgarbi ha pubblicato a 93 anni.

Leggi tutto: LEI MI PARLA ANCORA di Pupi Avati, la recensione

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Su Netflix

Martha (Vanessa Kirby) è una giovane madre costretta a vedere morire la figlia pochi minuti dopo averla data alla luce. Contro l’ostetrica presente durante il parto, accusata di negligenza, viene intentata una causa. Ma né la giustizia né il legame con il compagno Sean (Shia LaBeouf) potranno restituire a Martha ciò che le è stato tolto.

Leggi tutto: PIECES OF A WOMAN di Kornél Mundruczó - La recensione

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Mank di David Fincher è un capolavoro. Una parabola sull’oggi illuminata dalle luci della Hollywood che fu che ci permette di capire a fondo che i tempi saranno forse cambiati, ma che in fondo non è cambiato nulla. Un film assolutamente straordinario e impossibile all’infuori di Netflix perché nessuno l’avrebbe prodotto e nessuno l’avrebbe visto: una realtà avvilente considerato che si tratta di cinema nella forma più pura, sublime e rifulgente.

Leggi tutto: MANK di David Fincher, la recensione

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Su Netflix

In una Bari “gonfia di odori”, come potrebbe cantare De André, una Bari abitata da spacciatori, transessuali e immigrati, una sopravvissuta all’Olocausto di nome Madame Rosa (Sophia Loren) si prende cura dei figli delle prostitute. Tra i bambini arrivati per ultimi, c’è il dodicenne senegalese Momo (Ibrahima Gueye), con cui nascerà un rapporto profondo per quanto tormentato.

Leggi tutto: LA VITA DAVANTI A SÉ di Emilio Ponti, la recensione

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Su Amazon Prime Video

Sacha Baron Cohen (equivalente londinese del nostro Checco Zalone, che da lui ha preso molto) è uno dei pochi artisti viventi capaci di decrittare realmente i malesseri della società americana e del mondo in cui ci è dato vivere: l’unico in grado di riflettere amaramente con astuzia e una certa dose di audacia e genuina incoscienza sul legno storto e puzzolente dell’umanità, sulla doppiezza e sull’inganno insito nell’american way of life e negli anfratti oscuri di una nazione mai così smarrita e periclitante: non a caso il titolo completo del film è Borat - Seguito di film cinema: consegna di portentosa bustarella a regime americano per beneficio di fu gloriosa nazione di Kazakistan (Borat Subsequent Moviefilm: Delivery of Prodigious Bribe to American Regime for Make Benefit Once Glorious Nation of Kazakhstan). 

Leggi tutto: BORAT 2 di Jason Woliner, la recensione

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