Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

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Dopo tre anni dal successo (generoso) di Io, Daniel Blake (2016), premiato proprio a Cannes con la Palma d’oro, Ken Loach torna in concorso per presentare il suo ultimo lavoro, Sorry We Missed You. Le premesse sono sempre le medesime e vengono ampiamente mantenute: il cineasta britannico non riesce a esimersi dal raccontare storie di una quotidianità lacerata dal mondo del lavoro troppo spesso dittatoriale e scorretto. Eppure, nonostante la sua veneranda età, Loach non smette di provare a mettersi in gioco, continuando a insistere sui temi che da sempre gli stanno a cuore e che hanno reso facilmente identificabile il suo cinema, ma cercando di proporre qualche variazione figlia dei tempi.

È infatti interessante notare come questo ultimo lavoro inizi esattamente come il precedente: uno schermo nero che fa da sfondo alle voci over dei personaggi. La base di partenza sembrerebbe essere quindi la stessa, eppure Sorry We Missed You è più una sorta di contro campo di Io, Daniel Blake. Se lì infatti il lavoro era al centro della lente registica e gli affetti familiari fungevano quasi da corredo, ora Loach ribalta il tutto: il mondo del lavoro è sicuramente importante e catalizzatore dii eventi e riflessioni più che attuali, ma il film si concentra molto di più sulla difficoltà di tenere unita una famiglia tra orari impossibili da conciliare e figli adolescenti da educare.

Il mondo d’oggi è quindi restituito sì dalla frenesia dei telefonini, dai lavori virati online, dalle corse folli contro il tempo in grado di azzerare i rapporti umani, ma anche dalla difficoltà sempre maggiore di dialogare con le generazioni più giovani, troppo lontane per essere comprese. Il titolo del film si riferisce sì al biglietto di cortesia di una mancata spedizione, ma soprattutto è da intendersi come il dispiacere di una lacuna affettiva che, a lungo andare, potrebbe notevolmente aumentare sino a raggiungere vette insopportabili capaci di dare origini a spiacevoli conseguenze.

Voto: 2,5/4

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