Festival di Cannes 2014

homesman-posterTHE HOMESMAN di Tommy Lee Jones


Dopo il suo esordio dietro la macchina da presa, Le tre Sepolture, l'attore americano Tommy Lee Jones decide di cimentarsi nuovamente dietro la macchina da presa dirigendo un western abbastanza atipico, capace di regalare sequenze notevoli e di riflettere su tematiche molto forti e attuali.   
Il film racconta di un viaggio intrapreso da una donna (Hilary Swank) che deve scortare altre tre donne, affette da diverse malattie mentali che le hanno rese molto pericolose, dall'altra parte del Paese. Sul loro cammino incontreranno un uomo (Tommy Lee Jones) che, inizialmente riluttante, si convincerà ad aiutarle. Accarezzando tematiche classiche del genere, come il tema della frontiera o il viaggio dell'eroe solitario "contro tutti", il film indaga molto approfonditamente anche la figura femminile, ergendola a protagonista in un mondo dove le donne protagoniste proprio non erano. Il cammino di formazione servirà più a lui che a lei, ed anche se alla fine il personaggio interpretato dal regista  tornerà in qualche modo al punto di partenza, vi giungerà cambiato, completamente rovesciato, superando una solitudine che egli stesso cercava di mascherare. In una prima parte piuttosto potente e solida, Tommy Lee Jones dirige con mano sicura e cinica (da brividi i tre flashback che riguardano il passato delle ragazze insane), e sfruttando al meglio la protagonista Hilary Swank. Il tutto però perde un po' forma verso la fine dove (eccetto la sequenza dell'hotel) sia la tensione emotiva che il cinismo fanno spazio ad una ventata più soft e buonista che lascia un po' insoddisfatti. Dopo Le tre Sepolture era lecito aspettarsi qualcosa in più dal regista-attore,tuttavia è innegabile che The Homesman abbia aiutato il concorso di Cannes, finora piuttosto fiacco, a riprendere la via giusta.

Voto: 2,5/4

Leggi tutto: Cannes 67. Giorno 5 - Tommy Lee Jones con "The Homesman" e il documentario di Wiseman

winter sleep posterWINTER SLEEP di Nuri Bilge Ceylan (2014)

 

Nuri Bilge Ceylan torna al Festival di Cannes: l'autore turco, premio come miglior regista per Le tre scimmie (2008) e  Gran Premio della Giuria per C’era una volta in Anatolia (2011), punta quest’anno alla Palma d’Oro con la sua ultima pellicola, Winter Sleep. Protagonista è un ex attore in pensione, proprietario di un piccolo hotel nel centro dell’Anatolia dove vive insieme alla giovane moglie e alla sorella da poco divorziata dal marito. Quando arriva l’inverno, l’uomo deciderà di partire per un lungo viaggio. Raffinato esempio di cinema da camera, Winter Sleep è un film elegante e ricco d’interessanti sfaccettature psicologiche: un dramma dell’anima, dai toni tragici e shakespeariani, che dà lo stesso peso alle immagini e alle parole. Come la precedente pellicola di Ceylan, è un film molto parlato (a tratti quasi verboso) in cui la sceneggiatura si trasforma molto presto in un’indagine sociale sulle condizioni attuali della Turchia, tra crisi economica e dubbi morali. Pur potendo contare su un cast in ottima forma, Winter Sleep non giustifica del tutto la sua lunghissima durata (circa tre ore e quindici minuti), ma è comunque capace di convincere, colpire ed emozionare grazie a diverse sequenze estremamente suggestive e affascinanti.

 

Voto: 2,5/4

Leggi tutto: Cannes 67. Giorno 4 - Torna Nuri Bilge Ceylan. Delusione "Saint Laurent"

captivesposter CAPTIVES di Atom Egoyan

Dopo la sua ultima fatica, Devil's Knot, risalente solo ad un anno fa ma presente sui nostri schermi proprio in questi giorni, il regista canadese Atom Egoyan presenta in concorso a Cannes l'ultimo suo lavoro, Captives. La pellicola insiste su trame dal carattere triste e su personaggi portati alla deriva dalla vita, ma, proprio come il penultimo lavoro di Egoyan, anche Captives risulta un'opera superficiale e poco riuscita. Seppur il film parta bene, con una sequenza che connota subito il cattivo di turno intento a spiare le sue prede (il tema del guardone sarà una costante della pellicola), Captives inizia presto a stancare, senza divertire sul piano della narrazione (ennesimo poliziesco basato su una sparizione che metterà in crisi il rapporto dei coniugi protagonisti e il conseguente tentativo di lui di cercare la verità da solo, senza contare sulla polizia) e senza colpire su quello emotivo, non potendo contare nemmeno su un cast che appare piuttosto fuori parte (Ryan Reynolds meglio della collega Rosario Dawson). Riuscita l'ambientazione, in un paese poco abitato e completamente innevato che ricorda la Fargo dei Coen ma per lasciare il segno ci vuole altro.

 

Voto: 1,5/4

 

Leggi tutto: Cannes 67. Giorno 3 - Atom Egoyan e Dragon Trainer 2

cannes 2014Dopo il mezzo passo falso del film di apertura di ieri sera, Grace di Monaco, il Festival oggi inaugura il concorso con due film entrambi attesi, Mr. Turner del britannico Mike Leigh e Timbuktu, del mauritano Adberrahmane Sissako. Inaugurata sempre oggi la sezione collaterla Un Certain Regard. Ma entriamo più nel dettaglio.

Leggi tutto: Cannes 67. Giorno 2 - Al via il concorso e Un Certain Regard

cannes-2014È stato presentato questa mattina il programma della 67ª edizione del Festival di Cannes che avrà luogo dal 14 maggio al 25 maggio 2014.

Noto già da tempo il film di apertura del festival, ovvero Grace di Monaco di Olivier Dahan con Nicole Kidman nel ruolo della principessa ed ex diva di Hollywood Grace Kelly, sono stati annunciati gli altri titoli del cartellone.

A sorpresa, pochi film americani in gara e ben tre registi canadesi in competizione. A difendere la bandiera a stelle e strisce saranno Foxcatcher di Bennet Miller con Steve Carrell, Channing Tatum e Mark Ruffalo e Homesman di Tommy Lee Jones, prodotto da Luc Besson, esattamente come Le tre sepolture, altro film diretto dall’attore premio Oscar e presentato in concorso sulla Croisette nel 2005.

Canada batte USA 3-2, dicevamo: scontato e certo ormai da diverse settimane il ritorno di David Cronenberg con Maps to the Stars (dal cast all star comprendente Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack e Robert Pattinson), entrano in corsa per la Palma d’Oro anche Atom Egoyan con The Captive e, soprattutto, Xavier Dolan, ventiquattrenne enfant prodige già al suo quinto film che fa il suo esordio in concorso a Cannes con Mommy. I primi tre film di Dolan erano stati tutti presentati sulla Croisette, ma in sezioni collaterali.

Contrariamente a quanto preventivato alla vigilia, c’è un film italiano in concorso: si tratta di Meraviglia, l’opera seconda di Alice Rohrwacher che portò a Cannes (alla Quinzaine des réalisateurs) già il suo film d’esordio.

Leggi tutto: Cannes 2014: uno straordinario programma, fra Cronenberg e Dolan

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