Maps-to-the-stars-teaser-posterMAPS TO THE STARS di David Cronenberg (2014)

Delude le aspettative il ritorno sulla Croisette di David Cronenberg con Maps to the Starsla sua personale riflessione sull'universo hollywoodiano e su ciò che vi sta dietro. Il regista canadese vuole costruire una satira sul mondo di Hollywood: protagonisti sono i Weiss, una famiglia di grande successo mediatico di cui fa parte anche il giovanissimo Benjie, futura "stella promessa" della Mecca del Cinema. Dietro ai bagliori dei riflettori si nascondono però i fantasmi di un passato che si prepara a tornare a galla. Scritto da Bruce Wagner, Maps to the Stars è un'operazione poco convincente, fiacca, inconsistente e che sa troppo di già visto. Nonostante sia ben realizzato dal punto di vista formale, il film fatica eccessivamente a carburare e, al termine della visione, lascia molto meno di quanto avrebbe voluto e potuto. La cornice potrebbe anche funzionare, ma manca un quadro all'altezza. Persino il cast è altalenante: se convince Julianne Moore (nella parte di un'affascinante attrice di mezza età), Robert Pattinson è legnoso come sempre (un autista con ambizioni da attore), mentre se la cava Mia Wasikowska (la figlia maggiore dei Weiss). Il ritratto scialbo di una Hollywood che vorrebbe essere inquietante e pericolosa fa rimpiangere, e non poco, David Lynch. 

Voto: 2/4

 

 

 

 

FOXCATCHER di Bennett Miller (2014)

Dopo Truman Capote - A sangue freddo (2005) e Moneyball - L'arte di vincere (2011) Bennett Miller torna dietro la macchina da presa per dirigiere Foxcatcher, la vera storia del multimilionario John du Pont, paranoico e schizofrenico, che nel 1996 uccise il campione di wrestling David Schultz.
La vicenda si concentra inizialmente su Mark, il fratello minore di David, anch'egli lottatore di grande successo, che diversi anni prima entrò a far parte della squadra dei "foxcatcher", guidata dallo stesso du Pont. Più che un semplice film sportivo, Bennett Miller costruisce un'intensa indagine psicologica sulle relazioni umane, siano esse parentali o tra persone di diversa ascendenza sociale. Forte della rigorosa sceneggiatura di E. Max Frye e Dan Futterman, Foxcatcher non ha cali per tutta la sua durata (circa 130 minuti) e cresce alla distanza grazie anche ad alcune straordinarie interpretazioni: da un efficace Channing Tatum (Mark Schultz) a un irriconoscibile e impressionante Steve Carell, nei panni di John du Pont. 

Voto: 3/4

 

 

 

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