homesman-posterTHE HOMESMAN di Tommy Lee Jones


Dopo il suo esordio dietro la macchina da presa, Le tre Sepolture, l'attore americano Tommy Lee Jones decide di cimentarsi nuovamente dietro la macchina da presa dirigendo un western abbastanza atipico, capace di regalare sequenze notevoli e di riflettere su tematiche molto forti e attuali.   
Il film racconta di un viaggio intrapreso da una donna (Hilary Swank) che deve scortare altre tre donne, affette da diverse malattie mentali che le hanno rese molto pericolose, dall'altra parte del Paese. Sul loro cammino incontreranno un uomo (Tommy Lee Jones) che, inizialmente riluttante, si convincerà ad aiutarle. Accarezzando tematiche classiche del genere, come il tema della frontiera o il viaggio dell'eroe solitario "contro tutti", il film indaga molto approfonditamente anche la figura femminile, ergendola a protagonista in un mondo dove le donne protagoniste proprio non erano. Il cammino di formazione servirà più a lui che a lei, ed anche se alla fine il personaggio interpretato dal regista  tornerà in qualche modo al punto di partenza, vi giungerà cambiato, completamente rovesciato, superando una solitudine che egli stesso cercava di mascherare. In una prima parte piuttosto potente e solida, Tommy Lee Jones dirige con mano sicura e cinica (da brividi i tre flashback che riguardano il passato delle ragazze insane), e sfruttando al meglio la protagonista Hilary Swank. Il tutto però perde un po' forma verso la fine dove (eccetto la sequenza dell'hotel) sia la tensione emotiva che il cinismo fanno spazio ad una ventata più soft e buonista che lascia un po' insoddisfatti. Dopo Le tre Sepolture era lecito aspettarsi qualcosa in più dal regista-attore,tuttavia è innegabile che The Homesman abbia aiutato il concorso di Cannes, finora piuttosto fiacco, a riprendere la via giusta.

Voto: 2,5/4

 

NATIONAL GALLERY di Frederick Wiseman


Uno dei documentaristi più famosi e apprezzati continua con la sua idea di cinema alla scoperta del nostro mondo. Dopo averci condotto attraverso ospedali, università e manicomi, per il suo ultimo lavoro Wiseman decide di portarci nel popolatissimo museo di Londra, la National Gallery, pinacoteca tra le più apprezzate nel mondo. Lasciando completamente liberi i soggetti davanti alla camera da presa, veniamo a conoscenza di come i quadri vengono restaurati, di quanta fatica burocratica ci sia dietro la decisione di fare una retrospettiva artistica, di come le guide si preparino per il loro tour, di quanta perizia tecnica ci sia dietro la creazione di una semplice cornice. Il film, presentato alla Quinzaine, incuriosisce ed appassiona, anche se soffre un po' della sua (eccessiva) lunghezza non giustificata: con lo scorrere dei minuti le situazioni mostrate iniziano a ripetersi. Certo è però, che di fronte all'ennesimo lavoro (Wiseman realizza un documentario all'anno circa) di questo veterano documentarista, una volta terminata la proiezione, la voglia di vedere al più presto un'altra sua pellicola non svanisce.

Voto: 2,5/4

 

 

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