Interviste

IL CALENDARIO DI MAGGIO 2017

alien-covenant
 
Eccoci con il ricchissimo calendario delle uscite in sala di maggio, che comprende film come Alien: Covenant di Ridley Scott (il nuovo capitolo della saga è il titolo più atteso del mese per la nostra redazione) e il ritorno dell'ormai iperprolifico Terrence Malick con Song to Song ma anche di Emir Kusturica, Daniele Vicari, Alan Parker e Hirokazu Kore-Eda. Di seguito, l'elenco completo.
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Festival di Cannes 2014

winter sleepLa Palma d’Oro al Miglior Film nella 67^ edizione del Festival di Cannes parla turco: il massimo riconoscimento tributato sulla Croisette è andato a Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan. Il regista ha finalmente conquistato uno dei più importanti premi internazionali, dopo essersi segnalato negli anni scorsi per opere come Le tre scimmie e C’era una volta in Anatolia.

Ma anche l'Italia ha da festeggiare: la giuria presieduta da Jane Campion ha infatti regalato il Gran Prix  ad Alice Rohrwacher per Le meraviglie. Il Premio della Giuria ha invece registrato un ex aequo, che curiosamente unisce un giovanissimo talento come il canadese Xavier Dolan, premiato per Mommy, e un mostro sacro della storia del cinema, ovvero Jean-Luc Godard, autore di Adieu au Langage.

Se l’americano Bennett Miller ha portato a casa il premio per la regia, con l’acclamato Foxcatcher, è stata votata miglior sceneggiatura quella del film russo Leviathan, ad opera di Andrej Zvjagintsev e Oleg Negin.

Il grande Timothy Spall ha vinto infine il premio come miglior attore per la sua interpretazione in Mr. Turner di Mike Leigh, mentre è stata proclamata miglior attrice Julianne Moore per Maps to the Stars di David Cronenberg. Di seguito, l'elenco completo dei premi:

Leggi tutto: Cannes 2014: Palma d'oro a "Winter Sleep", Grand Prix tutto italiano a "Le meraviglie" di Alice...

Jimmys Hall

 

Jimmy’s Hall, di Ken Loach (2014)

Convince, anche se con qualche riserva, l’ultimo lavoro di Ken Loach Jimmy’s Hall, altro film applauditissimo dalla stampa internazionale. Il regista inglese racconta la vera storia di James Gralton, attivista politico irlandese che, all’inizio del secolo scorso, fu costretto a emigrare negli Stati Uniti prima di tornare in patria per combattere la guerra d’indipendenza. Leader comunista, Gralton sfidò le restrizioni della Chiesa Cattolica nell'Irlanda degli anni '20 e aprì una sala da ballo dove poter condividere le sue idee politiche. Presentato all’interno del concorso, si tratta di un prodotto più che discreto, un po’ troppo didascalico nella realizzazione ma ugualmente profondo ed emozionante. Grazie al sempreverde tocco ironico del regista, Jimmy’s Hall riesce anche a divertire, inscenando vere e proprie gag fisiche che strizzano, anche se in minima parte, l’occhio al cinema delle origini. Jimmy’s Hall scorre piacevolmente per tutti i suoi minuti, senza mai però toccare vette elevate di cinema o emozione (ma forse non erano questi gli scopi del regista), concludendosi con un finale un po’ retorico e sempliciotto. 

Leggi tutto: Cannes 67. Giorni 9 e 10. Ultimi film in concorso al festival. Spicca il sorprendente Mommy, di...

bande-de-fillesBANDE DE FILLES di Céline Sciamma (2014)


Uno dei film più attesi della Quinzaine des Réalisateurs, Bande de filles segna il ritorno della giovane (classe 1980) e talentuosa Céline Sciamma dopo il delicatissimo e toccante Tomboy (2011). Ancora una volta, sono le adolescenti a popolare l’immaginario della regista francese, in particolare una ragazza timida e poco integrata che stravolge la sua identità per essere accettata dal gruppo “cool”. La scelta di dividere la vicenda a capitoli funziona perfettamente e alcune intuizioni registiche, fra cui l’intenso incipit, confermano la mano sicura della Sciamma. A differenza del precedente film, però, Bande de filles soffre di una parte finale  che si allontana eccessivamente dallo spirito della pellicola, risultando posticcia e alquanto inverosimile. Ci sono poi alcune strade (il fratello violento, il rapporto con la madre), appena abbozzate e poi abbandonate, che intaccano la fluidità della pellicola. Un film interessante, che avrebbe però potuto volare più alto.

Voto: 2,5/4

Leggi tutto: Cannes 67. giorno 8. Un certo sguardo alla Quinzaine des Réalisateurs

14050193COMING HOME di Zhang Yimou (2014)

Presentato fuori concorso, l'ultimo lavoro del regista cinese Zhang Yimou è improntato sul tema del ritorno. Non solo la vicenda che mette in scena racconta di un uomo che torna alla propria casa dopo tantissimi anni di assenza, ma è come se il regista stesso decidesse di tornare un po' sui suoi passi cinematografici scegliendo di lavorare ancora una volta con l'attrice Gong Li (ottima la sua interpretazione in questa pellicola) e sul melò classico, proprio come ha fatto per i titoli meno recenti della sua filmografia. Coming Home è un film che funziona pur non raggiungendo vette elevatissime, mirato, sin dall'inizio, a far commuovere il pubblico e che dimostra come il regista abbia ancora qualcosa da dire a livello cinematografico, regalando alcune sequenze memorabili, soprattutto quelle prive di dialoghi.

Voto: 2,5/4

 

Leggi tutto: Cannes 67 - Giorno 7. Zhang Yimou e i Dardenne

Maps-to-the-stars-teaser-posterMAPS TO THE STARS di David Cronenberg (2014)

Delude le aspettative il ritorno sulla Croisette di David Cronenberg con Maps to the Starsla sua personale riflessione sull'universo hollywoodiano e su ciò che vi sta dietro. Il regista canadese vuole costruire una satira sul mondo di Hollywood: protagonisti sono i Weiss, una famiglia di grande successo mediatico di cui fa parte anche il giovanissimo Benjie, futura "stella promessa" della Mecca del Cinema. Dietro ai bagliori dei riflettori si nascondono però i fantasmi di un passato che si prepara a tornare a galla. Scritto da Bruce Wagner, Maps to the Stars è un'operazione poco convincente, fiacca, inconsistente e che sa troppo di già visto. Nonostante sia ben realizzato dal punto di vista formale, il film fatica eccessivamente a carburare e, al termine della visione, lascia molto meno di quanto avrebbe voluto e potuto. La cornice potrebbe anche funzionare, ma manca un quadro all'altezza. Persino il cast è altalenante: se convince Julianne Moore (nella parte di un'affascinante attrice di mezza età), Robert Pattinson è legnoso come sempre (un autista con ambizioni da attore), mentre se la cava Mia Wasikowska (la figlia maggiore dei Weiss). Il ritratto scialbo di una Hollywood che vorrebbe essere inquietante e pericolosa fa rimpiangere, e non poco, David Lynch. 

Voto: 2/4

 

 

Leggi tutto: Cannes 67. Giorno 6. David Cronenberg delude con "Maps to the stars", meglio Bennett Miller con...

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