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Il Far East Film Festival 2020 online ha dedicato uno spazio speciale a uno degli eventi più sconvolgenti della storia della Corea del Sud: l'assassinio del presidente Park Chung-hee per mano della KCIA (i servizi segreti nazionali) avvenutoil 26 ottobre 1979. In occasione della presentazione di The Man Standing Next, è stato proposto un altro film sul medesimo argomento, The President's Last Bang, uscito nel 2005 e al FEFF nella sua versione appena restaurata. Geniale la scelta di abbinare le due pellicole che raccontano lo stesso episodio in modo molto differente.

 

THE PRESIDENT'S LAST BANG di Im Sang-soo

Molto discusso in patria e definito "il film più politico della storia del cinema sudcoreano”, The President's Last Bang è il quarto film di Im Sang-soo (realizzato cinque anni prima del suo più celebre The Housemaid) e venne presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, per poi subire una pesante censura in patria: la sentenza venne poi ribaltata l'anno dopo per il "diritto di libertà di parola per la rappresentazione di figure storiche pubbliche". 

Il regista imbastisce sì una minuziosa ricostruzione dei fatti, ma si concentra esclusivamente sulla notte dell'attentato organizzato dal direttore della KCIA Kim Jae-gyu e trasforma la storia in una satira chirurgica e dissacrante, dove morte e sangue si amalgamano con un umorismo nerissimo e il fatalismo di un finale che non avrà pietà degli esecutori. Spiccano la caratterizzazione sopra le righe del Kim di Baek Yoon-sik, che sembra guidato da una frustrazione sconfinante nel fanatismo (un'interpretazione opposta a quella in sottrazione del Lee Byung-hun di The Man Standing Next) e l'ottimo Suk-kyu Han nei panni dell'agente Park.

 

 

Voto: 2,5/4

Scritto da Valeria Morini

THE MAN STANDING NEXT di Woo Min-ho

Nel 1979, dopo 18 anni consecutivi al potere, il governo del presidente Park, instauratosi dopo un colpo di stato militare, finisce quando viene assassinato da uno dei suoi più stretti collaboratori.

The Man Standing Next racconta i quaranta giorni che precedettero l'omicidio del presidente Park attraverso uno dei principali protagonisti delle vicende, il direttore dell'agenzia di intelligence sud coreana Kim, uomo lacerato tra la cieca fedeltà al leader e il dolore di veder traditi gli ideali che portarono alla rivoluzione ed al golpe militare.

La storia fa da fondamenta al riuscito dramma di Woo Min-ho che, abbraciando anche thriller e spy story, propone uno spaccato politico lucidissimo a cavallo tra ricostruzione documentaristica (didascalie, registrazioni e foto d'epoca) e fiction.

Pellicola davvero riuscita quindi, fondamentale se si vuole approfondire il contesto storico alla base di altri film coreani come A Taxi Driver di Jang Hoon e Memories of Murder di Bong Joon-ho.

Voto: 2,5/4

Scritto da Matteo Soi

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