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Una giornata qualunque nella vita di Riko, bambina giapponese che frequenta la quarta elementare. Tutto inizia e finisce in un letto pieno di peluches e, nel mezzo, la quotidianità di una bambina raccontata in maniera schietta e senza fronzoli. 

Quello a cui Hirobumi Watanabe ci fa assistere in I'm Really Good è assolutamente essenziale (a partire dall'efficace bianco e nero introdotto da una breve sequenza a colori ad apertura di pellicola): la vita che scorre con tutte le sue routine, tra scuola, compiti e gioco mentre il mondo degli adulti è quasi assente, secondario, si intromette soltanto attraverso i dibattiti parlamentari alla tv, un venditore poco onesto di libri porta a porta (lo stesso Watanabe), un vecchio che dorme ai margini dell'inquadratura o ad una madre inquadrata solo di spalle.

Perchè tutto ruota intorno ad una dimensione ben definita dove la spensieratezza è ancora una costante fondamentale che crescendo inevitabilmente si perde ma che il cinema forse è ancora in grado di catturare.

Voto: 2,5/4

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