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Jonatan Relayze Chiang  

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È ottobre a Lima, el mes morado (“il mese porpora”), durante il quale si svolge la grande processione del Signore dei Miracoli. Rosa Chumbe (Liliana Trujillo) è un’agente di polizia con il vizio dell’alcool e del gioco d’azzardo che vive insieme alla giovane figlia Sheila (Cindy Diaz) e il nipotino. A seguito di un brutto litigio, Sheila scappa di casa rubando i risparmi della madre, la quale si trova costretta a prendersi cura per la prima volta del piccolo. Improvvisamente Rosa sente rinascere il proprio istinto materno, sino a quel momento nascosto dietro la propria scorbutica corazza. Ma una notte accade un’impensabile tragedia: ora solo un miracolo può salvare Rosa.

Opera prima del regista cino-peruviano Jonatan Relayze Chiang, premiata al Festival del Cinema di Lima (Miglior Film) e al Festival des Films du Monde de Montréal (Menzione speciale della Giuria, Miglior Opera Prima), Rosa Chumbe è un film che lascia il segno.

Un dramma famigliare ed esistenziale affrontato con lucidità e senza invadenza, capace di suscitare angoscia e compassione nei confronti dei personaggi attraverso i soli sguardi di questi ultimi, fantasmi che si aggirano solitari per le strade di una Lima qui cupa, qui festosa e caotica, alla ricerca di una soluzione ai propri problemi e al contempo schiavi degli stessi.

Di forte impatto la sequenza finale, durante la quale Rosa decide di unirsi alla processione del Signore dei Miracoli, confondendosi con il mare di fedeli festanti e allo stesso tempo rimanendone isolata, perché lei sola, fra tutti i presenti, necessita davvero di un miracolo. Miracolo che, inaspettatamente, sopraggiunge nell’ultima inquadratura, a risolvere la pena della protagonista e, c’è da dirlo, degli spettatori.

Un lieto fine salvifico che sembra contrastare non solo con le tonalità mantenute dal film sino alla sua conclusione, ma anche con la personalità di un regista dichiaratamente non cattolico. Una spiegazione a riguardo ci viene offerta dallo stesso Relayze Chiang, il quale dichiara di aver voluto celebrare, attraverso questo miracolo, non tanto la potenza solitamente e ciecamente attribuita all’idolo religioso, quanto la straordinaria forza sprigionata da una collettiva manifestazione di fede, alla quale ci si aggrappa consapevolmente o, come nel caso di Rosa, per disperazione.

Degna di nota la prova di Liliana Trujillo, al suo primo ruolo da protagonista.

Prima europea, il film concorre nella categoria Lungometraggi “Finestre sul mondo”.

Voto: 2,5/4

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