Tjamparanjani

TJAMPARANJANI di Miko Meloni

Nella città di Pemba (Mozambico) una radio locale intervista i ragazzi di una scuola primaria coinvolti nelle attività artistiche dell’Oficina de Arte, sezione del progetto EDUCA Pemba. Attraverso la pittura e la poesia l’Oficina riesce ad unire questi giovani artisti in un collettivo coeso ed affiatato, all’interno del quale è loro concesso sentirsi un po’ speciali.

Il programma radiofonico “Tjamparanjani” (letteralmente “C’era una volta”) intende così dar voce all’esperienza artistica scaturita dalla più pura ed autentica ispirazione, aprendo una finestra su un mondo ancora profondamente legato alla tradizione orale della cultura e del sapere.

Una documentazione semplice e breve quella di Meloni (34’), ma efficace nel trasportarci con genuinità nel cuore di un progetto culturale fortemente empatico e che certamente meriterebbe maggior spazio di approfondimento.

Il documentario è in concorso al 26° Festival del Cinema Africano, d'Asia e d'America Latina nella sezione Extr’a – premio Razzismo brutta storia.

Voto: 2/4

 

su-campi-avversi 

SU CAMPI AVVERSI di Andrea Fenoglio, Matteo Tortone

Ambientato nei campi di Saluzzo (Cuneo), il documentario di Fenoglio e Tortone si sviluppa in due atti distinti, l’uno dedicato a un gruppo di migranti residenti in un campo profughi, l’altro a Martino, un anziano locale che ha dovuto assistere all’esproprio della cascina nella quale è nato e cresciuto. Da un lato lo scoramento di chi, sopravvissuto alla stremante (per altri fatale) migrazione, si trova a dover fronteggiare l’amara realtà della mancanza di un lavoro; dall’altro la rassegnazione di un uomo consapevole di aver perso ormai ogni cosa, vuoi per imposizioni altrui, vuoi per le proprie scelte sbagliate; da entrambe le parti la nostalgia della propria casa, dalla quale si è stati forzatamente separati.

Sarebbe stato forse interessante assistere a una maggiore interazione fra profughi e autoctoni, ma l’obiettivo del documentario pare essere proprio l’opposto, ossia porre l’attenzione sulle differenti solitudini che affliggono i protagonisti di due realtà tanto contigue quanto distanti, le quali si sviluppano su due linee parallele che si sfiorano senza però mai entrare effettivamente in contatto l’una con l’altra.

In concorso al 26° FCAAAL nella sezione Extr’a – premio Razzismo brutta storia.

Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.