death-knot

Dopo la morte della madre, Hari e sua sorella Eka tornano nel paese natio per attendere ai funerali e per occuparsi della casa. L'arrivo nel piccolo villaggio è segnato da un primo impatto tutt'altro che accogliente. Gli abitanti si dimostrano fin da subito ostili verso fratello e sorella chiedendo loro senza tante cerimonie di andarsene quanto prima.

Questo atteggiamento è dovuto alla reputazione che si era fatta la madre dei ragazzi, considerata da tutti una sciamana che da tempo aveva stretto un patto con una divinità malvagia che pretende da anni un tributo di vite umane.

L'attore Cornelio Sunny (che qui intepreta il personaggio di Hari) con Death Knot segna il suo esordio dietro la macchina da presa e lo fa con un horror che gioca le sue carte migliori sull'atmosfera più che sullo spavento. Una messa in scena efficace, unita a suggestioni che pescano a piene mani da credenze popolari, folklore e suicidi rituali, costituiscono la parte più solida del film e contribuiscono a creare una tensione palpabile e disturbante.

Un po' meno solida la scrittura che lascia qua e la troppi vuoti e non si prede la briga di approfondire troppo il background e i personaggi.

Voto: 2/4

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