gatao

Genere principe del cinema asiatico, il gangster movie domina anche nella cinematografia di Taiwan con la saga di Gatao, di cui questo The Last Stray è il terzo capitolo, un prequel rispetto ai due precedenti film. Siamo nel mondo delle gang di Taipei, un microcosmo di quartieri in mano ai boss, dove permane un codice d'onore secondo cui attività come lo spaccio di droga devono lasciare il passo agli affari. Come da copione, però, c'è l'immancabile gangster ambizioso che vuole fare i soldi facili e rompe le regole, scatenando una guerra.

Al centro di questa storia corale, dove i cliché del genere sono serviti allo spettatore in modo sapiente efficace, il vero protagonista è Qing, piccolo malavitoso dal cuore d'oro, che intreccia una dolcissima storia d'amore con una fotografa coinvolta suo malgrado nella guerra tra bande (interpretata da Nikki Hsieh, vista l'anno scorso al Far East Film Festival nel delizioso I WeirDo). Come uno squalo non riesce a smettere di nuotare, per Qing è impossibile staccarsi dal mondo malavitoso di cui fa parte, e costruirsi una vita normale.

Pur senza toccare le vette del miglior gangster movie/noir orientale, Gatao: The Last Stray è un prodotto perfetto per chi ama il genere, certamente derivativo ma con tutti gli ingredienti al posto giusto e buone scene d'azione alternate a dosi di romanticismo e di amicizia virile (la fratellanza all'interno della gang è uno degli elementi chiave), e dove anche i villain celano sprazzi di umanità. 

 

Voto: 2,5/4

 

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