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 office-royale

Nell'azienda dove lavora la giovane Naoko, le impiegate sono divise in gruppi in base al settore dove sono state assunte. Ogni gruppo ha una leader, non scelto per meriti produttivi ma unicamente per la forza bruta con la quale si è accaparrata quel ruolo. I diversi gruppi, a loro volta, sono in continuo conflitto tra loro per determinare la supremazia sugli altri e questo perchè gran parte delle colleghe di Naoko sono ex teppiste di strada. L'arrivo della nuova assunta Ran ed il suo repentino sgominare senza fatiche le sue belligeranti colleghe, attira l'attenzione delle impegate di altre azione concorrenti.

Office Royale parte da un'idea fenomenale: portare all'interno del rigido inquadramento dei lavoratori tipico di una grande azienda giapponese, le dinamiche delle bande di teppisti che tanta fortuna hanno avuto sia nei manga che negli anime. E l'idea, in prima battuta, funziona anche molto bene: Seki Kazuaki ingrana subito la quinta e con un ritmo sostenuto introduce i vari personaggi (tra l'altro ben caratterizzati e riconoscibili da abbigliamento, acconciatura e trucco), li fa scontrare tra di loro (a volte con scene corali ed altre utilizzando il fuoricampo in maniera comica) tenendo lo spettatore attento e divertito nonostante stia raccontando effettivamente poco o nulla.

Ed è proprio quando la striminzita sceneggiatura esaurisce la carica che Office Royale mostra le sue debolezze e mancanze arrivando stancamente a un finale che pare anche troppo diluito. Vero è che non si prende mai sul serio affidandosi, come ripetuto continuamente dalla protagonista, ai cliché tipici dei manga per definire equilibri di potere e rapporti tra i personaggi, ma mettere costantemente le mani avanti non basta certo a salvare Office Royale dall'insufficienza.

Voto: 2/4

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