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Una famiglia accoglie una mendicante in casa in pieno lockdown. Un uomo cerca di salvare la moglie da una strana malattia che l’ha colpita. Una giovane infermiera è perseguitata da una anziana paziente. Una madre disoccupata si reinventa come foodblogger ma le persone diventano letteralmente pazze per le sue ricette.

Impossibile aspettarsi che due anni di pandemia non arrivassero ad influenzare anche il cinema, specie quello di genere horror da sempre capace di raccontare le inquietudini dei nostri tempi.

Con questa antologia composta da quattro storie, Erik Matti coglie le paure e quel senso di smarrimento che ha investito il mondo fin dai primi mesi del 2020, e in cui tutti noi ci siamo trovati ad affrontare lockdown, quarantene e inserire nel nostro vocabolario concetti come distanziamento sociale e green pass ma, in linea più generale, a rivoluzionare in maniera radicale la nostra quotidianità.

Violenza domestica, reclusione, paura del contagio, critica ad un sistema sanitario claudicante, disoccupazione, sono le tematiche che serpeggiano tra i quattro segmenti di cui il film si compone.

Non tutte le storie colpiscono nel segno però: le due centrali sono forse quelle che affrontano i temi alla lontana, mentre la prima e l’ultima sono decisamente più dirette e colgono in maniera più incisiva ciò che il Covid ha portato nella vita di tutti e cosa ha tolto.


Voto: 2,5/4

 

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