cold warCOLD WAR di Longman Leung, Sunny Luk (2012)
Scritto da Matteo Soi

Non è FEFF senza il poliziesco di Hong Kong ed il poliziesco di Hong Kong sbarca al FEFF con una coppia di registi esordienti ed il loro film Cold War. Il titolo non si riferisce al “conflitto” Russo – Americano ma ad un'operazione, messa in piedi dalla polizia di Hong Kong per recuperare cinque agenti presi in ostaggio durante il loro turno di pattuglia, le cui indagini metteranno in ginocchio i vertici stessi delle forze dell' ordine. Come gran parte del cinema di genere richiede, Cold War vanta un grande cast ed una sceneggiatura molto complessa per contenere, all'interno dei suoi intrecci e twist narrativi, la coralità dei diversi personaggi coinvolti. Per compensare la parte narrativa più “densa”, i registi Longman Leung e Sunny Luk inseriscono quella dose di sparatorie, esplosioni ed inseguimenti che conferiscono al loro film una decisa marcia in più. Ma non è tutto oro, purtroppo, e ad una poca originalità complessiva, si unisce la sensazione, soprattutto nel pre finale, che abbiamo assistito ad una gratuita celebrazione dei valori della polizia dell' ex colonia britannica. E si uscirebbe dalla visione con l'amaro in bocca se non fosse per il vero finale, cupo e poco consolatorio, che permette a Cold War di riacciuffare la sufficienza.

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Voto: 2,5/4

 

 

 

LOST IN THAILAND di Xu Zheng (2012)
Scritto da Matteo Soi

 

Un chimico scopre la formula per un nuovo e rivoluzionario super combustibile. Per farsi firmare la procura a vendere il brevetto, si trova costretto a partire per la Thailandia dove il suo capo si è ritirato in meditazione. Pedinato e spiato da un collega/amico/rivale, stringe un curioso rapporto di collaborazione-amicizia con Baobao, un ragazzo con qualche rotella fuori posto. Già affermata figura comica nel panorama cinematografico cinese, Xu Zheng esordisce alla regia con Lost in Thailand, film di cui è anche produttore ed interprete, e con il quale sbanca letteralmente il botteghino. Lost in Thailand ha registrato infatti un successo di pubblico senza precedenti e, di conseguenza, incassi da record. Come ci sia riuscito risulta sicuramente un bel mistero soprattutto alla luce di limiti che la pellicola non fa alcuno sforzo di nascondere: l' espediente comico della coppia male assortita che finisce in ogni genere di guai a causa di equivoci e incomprensioni è, ad esempio, eccessivamente riciclato, ma è in generale tutto il film ad essere poco originale e scontato. Eppure si ride, e di gusto, ed il merito va ricercato in alcune gag davvero ben congegnate ed al talento comico dei tre protagonisti. Non che basti, sia ben chiaro.

 


Voto: 2/4

 

 

 

THE WINTER OF THE YEAR WAS WARM di David Cho (2012)
Scritto da Matteo Soi

 

Il cinema coreano, sia per quantità i titoli prodotti che per varietà di generi affrontati, è forse la cinematografia orientale che più si avvicina ai gusti del pubblico occidentale. Ma è anche un cinema che, per fortuna, mantiene forte la sua identità ed il film di David Cho ne è la conferma. La storia vede come protagonisti un regista, che trova nella sua cittadina di provincia un po' della tranquillità che gli serve, ed un' infermiera che appena può scappa verso Seul per vivere profondamente l' ambiente culturale della capitale sud coreana. Attraverso un amico comune si conoscono e trovano la soluzione al loro desiderio di fuga, decidendo di scambiarsi gli appartamenti durante i weekend. The Winter of The Year Was Warm è una commedia romantica ma che, a dialoghi melensi e stucchevoli e alle più classiche rappresentazioni delle dinamiche di coppia, preferisce raccontare i suoi protagonisti in maniera molto più intima, facendo in modo che le loro vite si sfiorino e finiscano per conoscersi in maniera più profonda proprio grazie al loro accordo, immergendosi l' uno nella vita dell' altra. David Cho sceglie un approccio formale davvero minimale giocato soprattutto sul montaggio, pochi movimenti di macchina ed interventi della colonna sonora centellinati e mai fuori luogo. Un piccolo gioiellino.

 

 

Voto: 3/4

 

FINDING MR. RIGHT di Xue Xiaolu (2013)

Scritto da Valeria Morini

La commedia romantica è un genere di popolarità indiscutibile: lo sa bene Xue Xiaolu, che in Finding Mr. Right ammicca a Insonnia d'amore e a tutto il cinema sentimentale made in Hollywood, quello a base di dialoghi scoppiettanti e finali strappalacrime. In una sorta di Pretty Woman alla rovescia con ambientazione (non a caso) quasi interamente americana, l'(apparentemente) svampita e viziata Jiajia, amante di un ricchissimo uomo d'affari cinese sposato, arriva a Seattle per partorire il di lui figlio lontano dalle rigide restrizioni del governo di Pechino. Catapultata in un mondo nuovo e linguisticamente sconosciuto, si troverà in un casa di assistenza per donne incinte e conoscerà il timido e gentilissimo conterraneo Frank, imparando che soldi e borse griffate non sono poi così importanti e che il vero amore è lì dove meno te lo aspetti... Comedy zuccherosissima (per non dire smielata), Finding Mr. Right rivela però dei momenti divertenti e bellissimi titoli di testa. Per tutti coloro che hanno sognato di ritrovare la propria anima gemella sul tetto dell'Empire State Building.

 

Voto: 2/4

 

 

THE GANGSTER di Kongkiat Khomsiri (2012)

 Scritto da Valeria Morini

Non solo Hong Kong e Johnnie To: il gangster movie asiatico parla anche thai, e dal regista Kongkiat Khomsiri (già conosciuto al pubblico di Udine per Slice) arriva questo potentissimo affresco del mondo criminale di Bangkok, decisamente tra le cose migliori viste finora al FEFF. Siamo negli anni '50 e '60, dove le lotte tra bande rivali si consumano a colpi di bastoni prima e di pistole poi: spiccano le gesta del carismatico criminale Jod, duro dal cuore tenero, del suo fraterno amico Daeng, dei giovani aspiranti gangster, dei boss in guerra per il predominio sul territorio.

I topoi del genere ci sono tutti, dal classico tema dell'amicizia virile alle rivalità intestine, dalla contrapposizione tra l'(anti)eroe tormentato e il rivale psicopatico alla lotta senza quartiere con poliziotti non meno sporchi e cattivi. Una strepitosa colonna sonora rock'n'roll accompagna questo gioiello efferato e brutale chiaramente debitore del cinema di Scorsese, trasudante cultura americana eppure asiatico fino al midollo. Khomsiri gira le scene di violenza con sapienza ed efficacia e ci regala parecchie sequenze indimenticabili. Il tutto ispirato a vicende realmente accadute, con autentici testimoni dei fatti intervistati dal regista, a donare un'impronta di realismo a un'opera tragica e maestosa. Imperdibile per gli amanti del genere.

 

 Voto: 3/4

 

 

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