il gattopardoMercoledì 2/1/13, ore 21.10, La7

 

Uno dei capolavori assoluti della storia del cinema. Sicilia, prima dello sbarco dei Mille: il principe don Fabrizio di Salina è preoccupato per i cambiamenti politici e culturali che vede inesorabilmente compiersi intorno a sé. Favorisce il fidanzamento del nipote Tancredi, nobile ma senza soldi, con la bella Angelica, di umili origini. Durante un ultimo, memorabile ballo, fastoso e funereo allo stesso tempo, presagisce l’inevitabile fine di una realtà (quella di cui era protagonista) in declino nonché della propria esistenza. Rilettura critica del Risorgimento, i cui moti rivoluzionari sono sempre presenti sullo sfondo, e lucida analisi del trasformismo cronico delle classi politiche italiane, lo rendono uno dei film italiani più importanti di sempre. Un vecchio mondo (incarnato da Fabrizio) tramonta per essere sostituito da uno nuovo (quello di Tancredi), attraverso una malinconica decadenza tipicamente viscontiana che segna la fine di un’epoca. «Noi fummo i gattopardi, i leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene; e tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra». Il Gattopardo è il maestoso ritratto della fine di una nobiltà agonizzante che coincide con la fine di uno specifico modello dei rapporti tra classi sociali. Splendida ricostruzione storica, magnifiche scene di massa ed impeccabile direzione degli attori, come accade sempre con Visconti. Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale entrati di diritto nell’immaginario collettivo. 205’ di impareggiabile bellezza. Fotografia: Giuseppe Rotunno. Musiche: Nino Rota. Costumi: Piero Tosi. Palma d’Oro a Cannes.

Imperdibile.{jcomments on}

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