Cinesaggistica

up-locandina"Visibilità? Illimitata”

Ellie in Up

 

“Un uomo è vecchio solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni”

A. Einstein

 

 

Verrebbe da chiedersi che cosa vedono Carl ed Ellie bambini quando scrutano l’orizzonte a occhi stretti dalla finestra della loro casa-dirigibile. Prendendo proditoriamente in considerazione il punto di vista di un personaggio digitale, è lecito pensare che il suo sguardo finisca per infrangersi sulla superficie liscia e cristallina dell’immagine, senza poter superare il rettangolo in cui ogni forma cinematografica è incastonata: il campo.

 

Al contrario, alla base di ogni logica visuale del cinema “dal vero” bisogna ammettere l’esistenza di un fuoricampo che ne definisca i limiti concettuali prima ancora che spaziali. L’assenza di fuoricampo sembra essere una delle caratteristiche proprie del cinema d’animazione. Almeno fino a ora.

Up (USA, 2009) di Pete Docter è uno dei capolavori della Pixar che genera un nuovo pensiero dell’immagine digitale. Il film è capace di donare all’animazione l’incanto del fuoricampo attraverso un costante lavorio di svuotamento del campo stesso, che, con intensità crescente, si porta in alto sino alla sua metaforica cancellazione.

 

Leggi tutto: UP o la conquista dello spazio

locandina-story-of-films-2Gli anni ’70 hanno rappresentato una nuova Età dell’Oro per la settima arte. Mark Cousins sceglie di raccontarli mettendo a fuoco due differenti tagli prospettici: quello degli autori emergenti, in America e nel resto del mondo, e quello dell’industria cinematografica, rinnovata grazie al decisivo apporto creativo di alcuni grandi registi. Nel primo gruppo Cousins inserisce tra gli americani nomi fondamentali come quelli di Altman, Coppola, Scorsese, Allen, Peckinpah e Malick e tra gli europei i tedeschi Fassbinder e Wenders, l’inglese Ken Russell, il curdo Yilmaz Guney e il cileno Jodorowsky. Nel secondo gruppo, quello dei registi main-stream o “di massa” Cousins colloca gli orientali John Woo e Tsui Ark e gli americani Spielberg, Friedkin e Lucas, autori rispettivamente di tre pellicole considerate da Cousins cruciali per il cinema di quegli anni: Lo squalo, L’esorcista e Guerre Stellari: Una nuova speranza. Il taglio delle scelte che Cousins compie, invece, per raccontare il decennio successivo, quello degli anni ’80, è più marcatamente politico.

La sua attenzione si concentra sui quei cineasti che, in giro per il mondo, hanno dato voce a proteste e istanze sociali negli anni dell’edonismo reaganiano e del tatcherismo imperante: il cinese Zhang Yimou, l’americano Spike Lee, lo spagnolo Almodovar e gli inglesi Stephen Frears, Terence Davies e Peter Greenaway. Non può infine non destare grande curiosità tra i cinefili la direzione che le scelte del documentario di Cousins impongono al racconto dei 20 anni di cinema a noi più vicini. L’evento cruciale, autentico spartiacque tra un prima e un dopo, è l’avvento del digitale, e la conseguente transitoria perdita di consistenza e distanza dalla “realtà” che, come una vertigine, sembra aver accompagnato l’introduzione di questa fondamentale novità.

Leggi tutto: THE STORY OF FILM: AN ODISSEY di Mark Cousins - II parte

haxanQuella carogna dalle ali spiegate era la carogna d’un Dio; senza aureola, senza nimbo, semplicemente cinto da quella grottesca corona arruffata, impreziosita solo da stille di sangue, Gesù appariva nella sua celeste Superessenza, tra la Vergine schiantata, ebbra di pianto, e il San Giovanni i cui occhi calcinati non riuscivano più a effondere lacrime” (Joris-Karl Huysmans da “Nell’Abisso”)

Roman Polanski- Devi assolutamente tornare a Disneyland!”; Federico Fellini- Cosa c’è di nuovo?; Roman Polanski- Dei pirati, mi pare…Ci sono andato tre o quattro volte, ma ero troppo sballato per ricordarmi qualcosa…” (da “Ciao, Federico!” di Gideon Bachman)

 

Stigma Diaboli

 

E Dio, annoiandosi, da un costola di tungsteno, creò i fratelli Lumière che, dietro sue indicazioni, inventarono il Cinema. Ma Dio non si aspettava di annoiarsi ulteriormente nel vedere treni in stazioni ed operai all’uscita dalla fabbrica.Quindi, non senza rimorsi, Dio telefonò a Lucifero, ci cui, manco al suo psicanalista, confidava l'invidia l’esibita Bellezza. E Dio disse: “Mi sto annoiando”. Lucifero sputò un ossicino, rise, e disse: “Anche io. Ma ho delle idee”. Dio replicò: “Di te non mi fido, ma ascolto, senza proferir parola”. E Lucifero disse: “Non ti tedierò più di tanto: ma prima devo chiederti di inventarmi almeno un paio di teste di rotolanti, una nave spaziale e la cartapesta”, e Dio disse: “Consideralo fatto. Ma di te continuo a non fidarmi”. E Lucifero rispose: “Io ti dico solo due parole: Georges Méliès. Ma poi a regnare sarà il Caos.” E Dio chiuse la telefonata dicendo: “Io non ne so niente. E spero che il tuo telefono non sia intercettato”.

 

Leggi tutto: VEDO PAPERINO CROCIFISSO AI CONFINI DELL'UNIVERSO

locandina-story-of-films-2Pochissimi, coraggiosi cineasti hanno tentato di racchiudere l’intera storia del cinema in un film. Ci hanno provato, nel corso degli ultimi anni, due autori che con le loro opere hanno segnato profondamente l’evoluzione stilistica del “testo” audiovisivo: Godard con le sue Histoire(s) du Cinema e Scorsese con i Viaggi nel cinema americano e italiano. Due soggettive, due sguardi che rivendicano la loro piena parzialità nello scegliere, assemblare, scomporre e ricomporre frammenti di storia del cinema secondo personalissime visioni del mezzo cinematografico. Mai nessuno aveva tentato di raccordare l’intero percorso evolutivo della settima arte dentro i confini di una narrazione documentaria che coniugasse completezza (storica, ma anche geografica), competenza e passione. Ci ha provato Mark Cousins, critico e documentarista irlandese, con la sua monumentale Story of film: an Odyssey, presentata a Toronto, Telluride e Berlino nel 2012. 15 ore di film e 7 anni di lavorazione per raccontare 120 anni di storia del cinema.

Leggi tutto: THE STORY OF FILM: AN ODYSSEY di Mark Cousins - I PARTE

holymIl 2012 è stato l'“anno della limousine”. Sembrerà assurdo, ma è così. Al cinema, le immagini di questo lungo veicolo non hanno fatto altro che sfilare davanti ai nostri occhi. È mera casualità, coincidenza, o è l'espressione, magari anche inconscia, di qualcosa di più profondo, ancorato e radicato nel nostro essere? Perché in tre film diversi come Cosmopolis di Cronenberg, Holy Motors di Carax e Wrong di Dupieux, la limousine funge da perno nella loro narrazione e nella loro estetica?


Si consideri, per iniziare, quanto scritto dai Cahiers n°678 di giugno 2012 da Vincent Malousa [t.d.a]: "Una delle questioni che ossessionano lo spirito tormentato di Eric Packer in Cosmopolis - dove si recano a dormire le limousine la notte? - trova una risposta letterale nel finale di Holy Motors, nel quale scopriamo una folla immobile di limousine parcheggiate e intente a conversare con complicità in un parcheggio, mentre fuori la città è addormentata. Al di là di ciò [...] le limousine [...] si legano fra di loro a un altro livello. I due personaggi [Eric Packer e Monsieur Oscar] lavorano nell'alta finanza (almeno la prima incarnazione di Monsieur Oscar) e il primo come il secondo rappresentano l'immagine di un capitalismo apprezzato in dolcezza, ovattato e insonorizzato in un salotto in movimento. La semplice giornata lavorativa serve da quadro temporale ai due film; soprattutto, nell'uno come nell'altro, i personaggi scorrono verso il nulla e la morte [...]. Nei due casi, la limousine non è solamente un ritornello: produce delle forme e scrive la sceneggiatura."

Leggi tutto: Il mondo nel mondo. La limousine in Cosmopolis, Holy Motors e Wrong

Login

Social Network

IL SUPERPAGELLONE DI DICEMBRE 2018

 roma

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di DICEMBRE 2018

Leggi tutto...

I 10 MIGLIORI FILM DEL 2018

filo-nascosto-classifica

E per chiudere l'anno: ecco la top 10 dei film del 2018, secondo la redazione di i-FilmsOnline. La classifica fa riferimento ai titoli usciti nelle sale italiane dal 1 gennaio al 31 dicembre dell'anno. Dato che la classifica è collettiva (frutto delle preferenze singole di ognuno di noi), in fondo si può trovare il film migliore e la delusione/il peggiore di ogni singolo votante. In attesa di vostri commenti un caro augurio a tutti i lettori di i-FilmsOnline per uno splendido 2019... soprattutto dal punto di vista cinematografico!

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.