IT

La cosa che in questo mondo può essere più orrida è la gioia

                                                                       Victor Hugo, L’uomo che ride

L’uscita del nuovo IT al cinema fa rivivere nei trentenni di oggi (compresa chi scrive) uno dei traumi infantili più terrificanti: la paura dei clown, quei personaggi colorati e rassicuranti che dovrebbero divertire i bambini e che il genio folle di Stephen King, con il suo Pennywise, ha trasformato per sempre in figure demoniache. Esiste addirittura un termine scientifico, coulrofobia, per definire un irrazionale terrore dei pagliacci, fenomeno che King intercettò per creare il protagonista del suo romanzo, ispirato in parte a Roland Mc Donald e alle gesta orribili di John Wayn Gacy, un serial killer americano che nel tempo libero animava le feste travestito da Pogo il Clown. Ma ben prima di Pennywise altri pagliacci hanno fatto rabbrividire gli schermi e ciascuno di loro ha portato sensazioni inquietanti, nascoste dietro la fissità impenetrabile del cerone, chi per crudeltà, chi per un tragico destino. Riscopriamo insieme alcuni tra i clown più disturbanti della storia del cinema.

Gwynplaine

Gwynplaine

Protagonista de L’uomo che ride di Paul Leni del 1928, tratto dall’omonimo capolavoro letterario di Victor Hugo, Gwynplaine è uno sfortunato orfano sfigurato da una banda di compratori di bambini, che gli hanno aperto con due tagli il viso costringendolo a un sorriso eterno. Dolente, sensibile, eternamente innamorato della bella Dea, Gwynplaine nel film riesce a trovare l’happy ending che manca nel romanzo. A interpretarlo è Conrad Veidt, deformato da una maschera metallica che gli conferisce un’espressione agghiacciante e dolorosa: l’ispirazione per il futuro Joker. Come prima scelta, poi scartato perché già a contratto con la MGM, Leni aveva pensato al mostro per eccellenza del cinema horror anni Venti e Trenta: Lon Chaney, che aveva già vestito i panni di un altro clown triste in L’uomo che prende gli schiaffi (Victor Sjöström, 1924), triste storia di un pagliaccio innamorato non corrisposto.

Il Joker

Joker NolanBurton

Il nemico per eccellenza di Batman non è un clown del circo ma uno psicopatico sfigurato con il gusto per le pagliacciate e gli scherzi mortali. Cabarettista di scarso successo, amante dello humor nero, il Joker dei fumetti ha il ghigno di Gwynplaine, ripreso precisamente dal personaggio di Heath Ledger ne Il cavaliere oscuro (2008), con il volto solcato da due tagli la cui origine rimane misteriosa. Le dolorose protesi che indossava Jack Nicholson nel Batman (1989) di Tim Burton ricordano invece la sofferenza inferta a Veidt, mentre la versione televisiva del Joker (interpretata da Cesar Romero) è più fumettosa e meno inquietante, anche a causa dei baffi ben visibili sotto il cerone. Tormentato da misteriosi dolori e impegnato in riflessioni filosofiche sul male e sul caos, oppure schizofrenico perverso con un pessimo senso dell’umorismo: comunque sia declinata l’interpretazione del Joker, l’esito è letale.

Joker Romero

Capitan Spaulding

Capitan Spaulding

Incarnato dalla fisicità prorompente di Sid Haig, il Capitano Spaulding è una delle più felici creazioni di Rob Zombie, presente con il suo clan di sanguinari psicopatici sia in La casa del 1000 corpi (2003) che nel bellissimo seguito La casa del diavolo (2005). Amante dei fenomeni da baraccone e delle mostruosità, Spaulding gestisce il Captain Spaulding's Museum of Monsters and Madmen, vero e proprio museo degli orrori, dove si diverte a intrattenere gli ospiti con le storie del Dottor Satan prima di accompagnarli dritti all’inferno. La passione di Rob Zombie per i clown emerge anche nella sua pellicola più recente, il poco riuscito 31 (2016), in cui un gruppo di circensi viene rapito e chiuso in un labirinto mortale dove clown assetati di sangue cercheranno di sterminarli uno a uno.

Javier e Sergio

balada triste trompeta

I protagonisti di La ballata dell’odio e dell’amore (Álex de la Iglesia, 2010) incarnano due stereotipi clowneschi della tradizione circense: il goffo, grasso e sensibile Javier (Carlos Areces) è il pagliaccio triste, mentre il muscolare, virile e violento Sergio (Antonio de la Torre) rappresenta il pagliaccio scemo. Pazzi d’amore per la bella trapezista Natalia (Carolina Bang) i due inizieranno a sfidarsi in un’escalation di odio e follia che porterà i loro volti a deformarsi parallelamente ai loro animi. Così alla fine Javier è ridotto all’inquietante parodia di un ecclesiastico mentre le terrificanti cicatrici sul volto di Sergio ricordano, ancora una volta, un Gwynplaine malvagio, rozzo, animalesco. Premiato con il Leone d’Argento a Venezia, La ballata dell’odio e dell’amore è sicuramente uno dei film più stranianti e intensi degli ultimi anni, imperdibile per gli appassionati di clown (o i terrorizzati da essi).

I clown nei b-movie

Killer-Klowns1

Uno dei generi in cui i clown hanno proliferato maggiormente sono naturalmente i b-movie horror a basso budget, in cui circhi del terrore, luna park frequentati da psicopatici e case stregate trasformate in mattatoi la fanno da padrone. Qualche volta però i clown arrivano da mondi paralleli: è il caso dello scult movie Killer Klowns from Outer Space (1988), parodia sci-fi in cui un gruppo di pagliacci alieni semina terrore sulla terra. Da vedere per i fan dei b-movie e da ricordare per la geniale tagline che fa il verso ad Alien: “In Space No One Can Eat Icecream”. Clown a basso budget si trovano anche in produzioni come Clownhouse (1989), dove tre psicopatici assassini si sostituiscono ai clown del circo assediando un gruppo di ragazzi, FunnyMan (1994), in cui un clown malefico si insidia in una ricca villa, The Clown at Midnight (1999), che di nuovo vede un gruppo di adolescenti alle prese con pagliacci cattivi, e Carnival of Souls (1998), in cui la protagonista teme il ritorno dell’assassino della madre travestito da clown. Più recentemente, il Dawson Leery della celebre teen-serie James Van Der Beek è stato uno sceneggiatore impazzito e trasformato in un clown folle in Final Draft (2007), mentre in Clown (2014), prodotto da Eli Roth, un costume da pagliaccio maledetto trasforma in assassino chi lo indossa.

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