Batman LogoEra il 1939 quando Bob Kane ideò per la DC Comics un eroe dark, che agisce durante la notte come giustiziere mascherato da pipistrello. Da quel maggio sono passati 75 anni e Batman è diventato uno dei supereroi più amati, secondo solamente a Superman in quanto a fama. Le origini sono chiare, poi raccontate in maniera impeccabile da Christopher Nolan in Batman Begins (2005): figlio dei miliardari Thomas e Martha Wayne, il piccolo Bruce assiste alla morte dei suoi genitori all’uscita del teatro, e il trauma di quella serata lo accompagnerà per tutta la vita: decide quindi di combattere il crimine, perché atti del genere non accadano più. Burton ha invece raccontato di come l’assassino fosse un giovanissimo Jack Napier, poi divenuto Joker, ma le visioni a riguardo restano molteplici. La scelta del pipistrello, comunque, è un simbolo di paura, che possa incutere timore anche solo con la sua ombra ai malviventi, che tremino al solo pensiero di poterlo incontrare.

Quello che affascina di Batman è la sua personalità dilaniata, la sua psiche frammentata, in cui convivono il miliardario playboy Bruce Wayne e il Cavaliere Oscuro Batman, tormentato dal senso di colpa della morte dei suoi genitori e dal sentimento di vendetta e rabbia che lo accompagna ogni giorno, con una sola regola: non uccidere. I fumetti sono stati sin da subito un enorme successo, e nel tempo hanno smosso anche personalità nel campo, autori del calibro di Alan Moore, che ha scritto lo splendido The Killing Joke, ma soprattutto Frank Miller, autore di Batman: Anno Uno, Il ritorno del Cavaliere Oscuro e Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora, fonti di ispirazione per Nolan. Il rapporto con il cinema arriverà solo verso la fine degli anni ’80, ma è la tv il primo dei nuovi media a portare Batman sugli schermi delle case americane.

 

L’ERA BURTON

Dal 1966, infatti, l’ABC trasmise per tre anni consecutivi una serie tv che dipingeva un Batman (Adam West) tutt’altro che oscuro, molto ironico e a tratti al limite del demenziale, molto divertente per com’era concepita, con la costante presenza di Robin (Burt Ward) in costumi tutt’altro che spaventosi. Caratteristica peculiare erano le onomatopee fumettose che apparivano gigantesche sullo schermo durante le cadute e gli scontri, di fatto rendendo Batman una serie di culto, dalla quale è anche nato un film per la tv, Batman- The Movie (1966). Una pellicola divertente, dove tutti i supercattivi, lontanissimi dall’immagine che ne abbiamo ora, si riuniscono per dominare il mondo, con Batman e Robin pronti a salvarlo. Il costume grigio con mantello blu era entrato talmente in profondità nell’immaginario dei fan, che quando nel 1989 Tim Burton propose i primi concept di abito nero ci furono addirittura delle petizioni e la richiesta di allontanarlo dalla regia. Inutile sottolineare che la scelta burtoniana fu azzeccatissima e apprezzata da critica e pubblico, tanto che ormai nell’immaginario comune il Cavaliere Oscuro è vestito di nero. Anche la scelta di Michael Keaton non fu subito accettata di buon grado dai fan, che lo avevano visto in Beetlejuice(1988) ed erano tutt’altro che convinti che una personalità del genere potesse incarnare alla perfezione il giustiziere di Gotham. A riguardo Tim Burton disse che la Warner gli aveva proposto Arnold Schwarzenegger, ma che un uomo nerboruto e con un fisico simile non aveva certo bisogno di una maschera per girare nella notte e malmenare i malviventi. Lui cercava la nevrosi, la doppia personalità, e Michael Keaton gliel’ha donata. Burton riuscì a replicare, se non a superarsi, con Batman-Il Ritorno (1992), riproponendo Michael Keaton nel ruolo di Batman e questa volta inserendo una duplice minaccia: Il Pinguino (Danny DeVito) e Catwoman (Michelle Pfeiffer). La minaccia sarebbe triplice se consideriamo che il vero personaggio malvagio del film è l’unico senza maschera, ossia l’industriale Max Schreck (Christopher Walken), chiamato così per omaggiare l’attore che interpretò Nosferatu (1922), e questo non stupisce, dato che anche il Pinguino somiglia vagamente a Caligari, d’altra parte non è un mistero che Burton sia un espressionista degli anni '90. Pellicole ormai senza tempo, impreziosite dalla colonna sonora di Danny Elfman, intervallate da una fortunatissima serie animata andata in onda anche su Italia 1, che pur essendo fortemente gotiche e fumettistiche, rispecchiavano la realtà crudele e arrivista della società dell’epoca, trascendendo dal semplice film sui supereroi, elevandolo a qualcosa di superiore.

 

IL DISASTRO SCHUMACHER

A Burton successe Joel Schumacher, che riuscì in una duplice impresa: la prima è stata rovinare quanto di buono costruito dal primo, dando alla luce Batman Forever (1996), la seconda è che con Batman&Robin (1997) è riuscito anche a fare peggio. Blockbuster per famiglie, edulcorate versioni commerciali del cavaliere che di oscuro non ha più nulla, infarcite di personaggi superflui (Robin, Batgirl) e dove solamente i cattivi avevano un briciolo di dignità e di senso d’essere. Se Batman, interpretato rispettivamente da Val Kilmer e George Clooney, è quasi improponibile, non si può dire lo stesso di Due Facce (Tommy Lee Jones), L’Enigmista (Jim Carrey), Mr. Freeze (Arnold Schwarzenegger) e Poison Ivy (Uma Thurman), cattivi ben studiati e visivamente impeccabili, ma schiavi di sceneggiature talmente ridicole da risultare evanescenti e prive di ogni senso artistico.

 

LA RINASCITA DI NOLAN

The Dark Knight(2008) sono stati scritti fiumi di parole ed è inutile ribadire come le vette toccate con un capolavoro simile non siano mai più state raggiunte, né da Nolan, né da Batman. Merito di Heath Ledger? Forse, ma resta un film quasi perfetto, che va ben oltre la categoria supereroe ed entra nell’olimpo degli immortali. The Dark Knight Rises (2012) ha chiuso la trilogia, molti hanno storto il naso, a molti è piaciuto anche più del secondo capitolo, ma resta che, se è vero che la sceneggiatura è tutt’altro che perfetta, l’aspetto tecnico è come sempre impeccabile, con un finale che se non è epico, poco ci manca. La trilogia di Nolan, infatti, entra di diritto nella storia, perché il regista inglese è riuscito a risollevare l’immagine di Batman, ridonandogli la dignità che merita, approfondendo ulteriormente l’aspetto psicologico di tutti i personaggi inseriti e, nonostante la durata considerevole della pellicola, riuscendo a non risultare quasi mai superfluo. Una trilogia che parla di paura, di follia e di rinascita (rises, mal tradotto con “il ritorno”), in modo efficace, convincente, magistrale, che sfiora la perfezione, grazie anche alla colonna sonora di Hans Zimmer, diversa da quella di Elfman, ma egualmente memorabile. 

 

WHY SO SERIOUS?

Batman JokerQuando nell’ultima scena di Batman Begins (2005) il commissario Gordon porge a Batman la carta di Joker, immediatamente il pubblico ha rivolto il suo sguardo al passato, a quel Jack Nicholson che nel 1989 così bene aveva interpretato il folle clown omicida di Gotham. Ci si è domandati se Heath Ledger sarebbe stato all’altezza, se il confronto non sarebbe stato impietoso, decretando il fallimento del secondo capitolo firmato Christopher Nolan. Al termine di The Dark Knight (2008) ogni dubbio è stato fugato e, anzi, sono iniziati i confronti tra due interpretazioni strepitose. In realtà non si può fare un vero e proprio paragone, in quanto i personaggi portati in scena da Nicholson e Ledger sono completamente diversi, provenienti da un’idea differente di cinema e da una trasposizione opposta di tutta Gotham: fumettosa e gotica quella di Burton, molto reale quella di Nolan. Jack Nicholson è a tutti gli effetti un Joker dall’impatto visivo molto forte, nato da un bagno nell’acido di Jack Napier e per questo infuriato con Batman, con la pelle bianca cadaverica e i capelli verdi, eccessivo nei colori e teatrale negli atteggiamenti. Ledger, al contrario, è un folle senza passato, molto realistico, che mette il cerone come maschera e non ha nessun segno distintivo particolare, se non il desiderio di porre il caos e l’anarchia come unico ed equo strumento di giustizia in una società corrotta e incapace di dare sicurezza ai cittadini. Per questo ruolo l’attore è stato premiato con l’Oscar, e se i maligni sostengono che gli sia stato assegnato solo perché ha prematuramente perso la vita dopo aver girato il film, è innegabile che l’attore abbia dato una prova enorme del suo immenso talento, purtroppo bruciato troppo presto. Entrambi rappresentano la follia, in sfaccettature differenti, rendendo giustizia al re del crimine di Gotham e acerrimo nemico storico di Batman, reso in tutta la sua imponente ed inquietante presenza.

 

VIDEOGIOCHI E LEGO

Batman LegoLa Lego non si è lasciata sfuggire il trend positivo degli ultimi anni, e ne ha approfittato per proporre diversi set di mattoncini sull’uomo pipistrello: la Batcaverna, Arkham Asylum, la Batmobile, e i Luna Park di Joker sono solo alcuni dei tantissimi prodotti creati appositamente per Batman, con la qualità lego e uno stile ironico ed esilarante, che non tradisce le aspettative. Dai seti, l’ispirazione per i videogiochi: ecco allora che nascono Lego Batman, Lego Batman 2 – in cui si unisce tutta la DC Comics in suo aiuto – e, prossimamente, Lego Batman 3. Per il secondo capitolo, è stato anche creato un film, Lego Batman – The Movie, di scarso appeal e successo, trattandosi di un collage degli spezzoni presentati nel videogioco tra un livello e l’altro. Sul piano video ludico non si possono non citare i tre capolavori della nuova generazione: Arkham Asylum, Arkham City e Arkham Origins, cui si aggiungerà a novembre Arkham Knight, ma solo per Ps4 e X-Box One. La qualità è andata crescendo titolo dopo titolo, in cui il giocatore, controllando Batman in prima persona, doveva salvare Gotham dai suoi nemici più temibili, in ambientazioni cupe e tenebrose, con sequenze di gioco e un linguaggio che li hanno portati ad essere vietati ai minori.

 

IL FUTURO

Dopo l’apparizione comica in The Lego Movie (2014), il prossimo passo sul grande schermo sarà l’apparizione nel sequel di Man of Steel. Tasto dolente, la scelta di Ben Affleck come interprete. Sarà all’altezza? I dubbi rimangono, e anche forti, ma solo il tempo saprà dirci se ci sarà bisogno di un nuovo Nolan per risollevare il tutto.

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