Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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locandina-achille-e-la-tartarugaAchilles and the Tortoise rappresenta il terzo e ultimo capitolo della trilogia che Kitano dedicata a se stesso al suo difficile rapporto con la settima arte. Per esaminare in maniera corretta questo film è però necessario fare un passo indietro e tenere ben presente quello precedente, Glory to the Filmmaker, con il quale Achilles and the Tortoise ha diversi punti in comune.

Pur non interpretando se stesso, è impossibile non vedere Kitano, un vero e proprio autodidatta del cinema, dietro al personaggio di Machisu, a sua volta autodidatta nella pittura che insegue il sogno di diventare pittore senza mai raggiungerlo. Achilles and the Tortoise è diviso in capitoli ordinati cronologicamente, ognuno dei quali dedicato ad un periodo della vita di Machisu attraverso i quali è possibile fare un parallelo con il percorso cinematografico del Maestro: Machisu/bambino disegna spinto dalla pura passione e trova ispirazione, nella scelta dei soggetti e dei colori, grazie all' inconsapevolezza tipica della sua età. Lo stesso Kitano arriva a trovarsi dietro la macchina da presa (nel 1989 per Violent Cop) per puro caso e compensa la sua totale inesperienza con la curiosità di chi si trova a provare un nuovo e affascinante giocattolo.

Machisu/ragazzo è costretto a confrontarsi con la sua totale mancanza di educazione artistica che lo porta ad imitare i grandi artisti e a perdere l' innocenza che l'aveva guidato fino ad allora. Il Kitano di Glory to the Filmmaker si trova praticamente allo stesso punto. Svuotato delle sue idee da autodidatta, si imbarca in progetti fallimentari che ricalcano lavori fatti da altri (i classici di Ozu o l' horror in stile Nakato o Shimitzu). Machisu/adulto non ha ancora combinato nulla nella vita, non ha un lavoro e non è riuscito ad affermarsi come pittore. La necessita di trovare uno stile suo, che sia anche accettato dei galleristi, lo porta a sfasciare la sua famiglia e ad arrivare a gesti estremi vicini al suicidio. Questa rappresenta anche l' ultima e più recente fase del Kitano regista. Il suicidio torna come tema perché, artisticamente parlando, è quella la direzione che sembra aver preso il cinema di Kitano. Il film nonsense che gira nella seconda parte di Glory to the Filmmaker in fondo non è poi così diverso infatti dai tentativi di "pittura estrema" di Machisu. A differenza di Glory to the Filmmaker però, qui ritroviamo un Kitano ispirato (almeno in parte) come ai tempi di Kids Return, Hana-bi o Kikujiro. Un Kitano forse semplicemente consapevole che, come Achille non raggiungerà mai la tartaruga, anche lui sarà sempre un passo indietro, sia dal diventare un cineasta soddisfatto di se, o semplicemente dal trovare la dimensione artistica che lo soddisfi. O forse, come il finale del film potrebbe lasciar supporre, ha semplicemente trovato il giusto compromesso.



Voto: 3/4

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