Le nostre recensioni

in-grazia-di-dio-locandinaOltre due ore che ruotano intorno a una storia familiare ambientata in Puglia ai tempi della crisi, girando a vuoto, senza prendere una direzione precisa: questa è l’impressione che dà In grazia di dio. Verso l’inizio degli anni Duemila Edoardo Winspeare, classe 1965, sembrava dover diventare una grande promessa del cinema di casa nostra: salentino legato a doppio filo alle proprie terre, aveva interessato la critica con Sangue vivo (2000) e Il miracolo (2003), per poi sparire dalle scene fino al 2008 (Galantuomini), dopo il quale si è eclissato nuovamente.

La volontà del regista di raccontare la Puglia ai tempi della crisi vista dallo sguardo corale di una famiglia matriarcale si scontra con il suo stesso desiderio di entrare nello specifico dei personaggi, di scandagliarne la psicologia: il risultato è un’opera raffazzonata, lunga ma poco coesa, le cui intenzioni rimangono nebulose fino alla fine.

 

Leggi tutto: IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare (2014)

pelo-malo-posterHa incantato il Festival Internazionale del Cinema di San Sebastiàn portando a casa l’ambita Concha de oro per il miglior film e ha vinto il premio per miglior attrice e miglior sceneggiatura al Torino Film Festival 2013: finalmente arriva nelle nostre sale Pelo malo, il sorprendente terzo lungometraggio della venezuelana Mariana Rondón, a metà tra racconto di formazione e spaccato sociale.

Nella Repubblica Dominicana i capelli ricci (pelo malo) sono considerati una maledizione e chi non li liscia artificialmente diventa oggetto di una vera e propria discriminazione: anche se in Venezuela la situazione non è così tragica, il piccolo Junior (il bellissimo e bravissimo Samuel Lange Zambrano) vive la sua chioma arruffata come un doloroso trauma. La madre, vedova e disoccupata, senza un soldo, non riesce ad accettare quel figlio originale, ossessionato dalla sua pettinatura, canterino, dotato di uno spiccato senso estetico impossibile da mettere a tacere. Lo spettro dell’omosessualità latente la perseguita, insieme alle preoccupazioni quotidiane per la sopravvivenza tra gli squallidi casermoni di cemento più simili a carceri che abitazioni, dove dilagano miseria e violenza. Sullo sfondo del piccolo dramma familiare, un Venezuela apparentemente preoccupato per la salute vacillante del suo leader, più che per la situazione tragica che affligge il Paese, tra corruzione, povertà e mancanza assoluta di speranze per il futuro.

Leggi tutto: PELO MALO di Mariana Rondón (2013)

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