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Berlinale 2020

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Dopo l’interessante e spassoso The Party, la regista Sally Potter cambia completamente registro e firma un dramma familiare dalle forti tinte emotive. The Roads Not Taken racconta il legame tra un padre in crisi depressiva con alle spalle un passato ingombrante e la sua giovane figlia intenzionata a prendersi cura di lui. Passato e presente si mescolano in un continuo salto temporale a cavallo tra flashback e ricordi personali in una forma disordinata e disorientante mirata a restituire per immagini la condizione terapeutica a cui è soggetto il protagonista.

Leggi tutto: Berlinale 2020: THE ROADS NOT TAKEN di Sally Potter - La recensione

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Una ragazza di diciassette anni scopre di essere incinta. Così, accompagnata dalla cugina, si dirige a New York per abortire. Qui, una psicologa incaricata di comprendere le ragioni di questa scelta e, soprattutto, la stabilità emotiva della ragazza, la sottopone a un interrogatorio in cui l’adolescente dovrà rispondere usando uno dei quattro avverbi temporali che danno il titolo al film e che, letteralmente, significano mai, di rado, a volte, sempre.

Leggi tutto: Berlinale 2020: NEVER RARELY SOMETIMES ALWAYS di Eliza Hittman - La recensione

Favolacce

In una provincia italiana non meglio definita, un gruppo di famiglie coabita nel medesimo quartiere. I giorni scorrono senza troppo entusiasmo in quella che potrebbe essere ricordata con una delle tanti estati dal caldo torrido. Qui, le vicende di adulti e bambini si susseguono e si intrecciano. I primi sono disillusi, cinici, covano una rabbia repressa che sfocia in repressione e frustrazione. I secondi osservano tutto e arrivano alle loro conclusioni. Vorrebbero godere di un esempio migliore, ma il divario generazionale che li separa dai loro genitori non ammette sconti.

Leggi tutto: Berlinale 2020: FAVOLACCE di Fabio e Damiano D’Innocenzo - La recensione

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Kelly Reichardt è una delle più acclamate e talentuose registe statunitensi. Il suo cinema, non sempre puntuale e ficcante come dovrebbe, riesce comunque a mettere in luce uno sguardo interessante e unico, in grado di saper dialogare solo con le immagini in quelli che risultano sempre dei quadri studiati al dettaglio capaci di sprigionare una potenza comunicativa che mette in correlazioni personaggi e ambiente. In First Cow il discorso si rende ancora più stratificato ma riuscito. Siamo infatti alle prese con una sorta di western (almeno nello schema drammaturgico) in cui però l’autrice prova a mettere alla berlina i maggiori stereotipi per confezionare una storia di amicizia (e forse qualcosa di più) tra uno chef sprovveduto e un immigrato cinese.

Leggi tutto: Berlinale 2020: FIRST COW di Kelly Reichardt - La recensione

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Una delle opere più difficile ma al tempo stesso affascinanti e ipnotiche del concorso di questa edizione della Berlinale, All the Dead Ones è un film ricercato e curatissimo che prova a fare ordine nel disordine della società contemporanea brasiliana. Moltissimi i riferimenti al presente e, soprattutto, al razzismo dilagante, nonostante la pellicola sia ambientata alla fine dell’Ottocento. Caetano Gotardo e Marco Dutra raccontano una sorta di epopea familiare mettendo in relazione (e a confronto) l’imminente crisi economica di una famiglia proprietaria terriera con la nascente rivalsa della famiglia di schiavi, ora finalmente liberi, che lavorava per loro.

Leggi tutto: Berlinale 2020: ALL THE DEAD ONES di Caetano Gotardo e Marco Dutra - La recensione

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