Berlinale 2017

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Giunge al termine la 67esima edizione del Festival di Berlino. La giuria capitanata da Paul Verhoeven ha assegnato l'Orso d'Oro a On Body and Soul di Ildikó Enyedi. Di seguito, tutti i premi della Berlinale 2017.

Orso d'OroOn Body and Soul di Ildikó Enyedi

Orso d'argento, gran premio della giuria: Félicité di Alain Gomis

Orso d'argento Premio Alfred Bauer: Pokot di Agnieszka Holland

Orso d'argento per il miglior regista: Aki Kaurismäki per The Other Side of Hope

Orso d'argento per la migliore attrice: Kim Minhee per On the Beach at Night Alone

Orso d'argento per il miglior attore: Georg Friedrich per Bright Nights

Leggi tutto: Berlinale 2017, tutti i premi: l'Orso d'Oro va a "On Body and Soul" di Ildikó Enyedi

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EL BAR di Àlex de la Iglesia (fuori concorso)

Àlex de la Iglesia dà sempre l’idea di essere uno che i suoi film se li gode in prima persona. È impossibile non immaginarselo divertito ed entusiasta mentre gira sequenze splatter che poco alla volta conducono i suoi progetti all’interno di una spirale grottesca e spiazzante, gustosa per i palati più spensierati e irrinunciabile per quelli più cupi. El bar non fa eccezione. Prendendo le mosse da uno spunto tanto semplice quanto classico (un gruppo di persone sconosciute si ritrova per caso in un bar di Madrid che improvvisamente viene messo in isolamento dalla polizia senza apparenti validi motivi), il regista spagnolo massacra i suoi personaggi suscitando molte risate e realizzando un film che non ha alcuna minima intenzione se non quella della goliardia. Ma ne siamo proprio convinti?

Leggi tutto: Berlinale 2017: EL BAR di Àlex de la Iglesia, I AM NOT YOUR NEGRO di Raoul Peck

THE OTHER SIDE OF HOPE

THE OTHER SIDE OF HOPE di Aki Kaurismaki (concorso)

Ci voleva Aki. Dopo diversi giorni trascorsi a fare i conti con un concorso fiacco e pedante, finalmente Aki Kaurismaki riesce a fare centro regalando al pubblico della Berlinale 2017 il film più significativo visto sinora. The Other Side of Hope è un’opera riuscita, completamente calata nel presente storico e che si avvale di una sapienza cinematografica fuori dal comune. Già, perché il regista finlandese sa benissimo dove vuole andare a parare, sa benissimo il messaggio da comunicare, sa benissimo quale struttura narrativa adottare. Eppure la qualità maggiore del suo film (e del suo cinema in generale) è l’apparente leggerezza con cui il cineasta riesce a condurre il progetto. The Other Side of Hope si muove con passo felpato per tutti i suoi minuti, raccontando una storia tanto umana quanto elementare senza rinunciare a un umorismo sottile ma sempre presente, calibrato nel dettaglio con dei tempi comici da antologia e per nulla forzati. Ci si diverte eccome a guardare il film. Ci si diverte mentre poco alla volta si cova dentro sé un sentimento di inadeguatezza nei confronti dei personaggi rappresentati. Ci si fa piccoli piccoli nella poltrona del cinema e un esame di coscienza inizia a lavorare senza che nessuno glielo abbia ordinato.

Leggi tutto: Berlinale 2017: THE OTHER SIDE OF HOPE di Aki Kaurismaki, THE LOST CITY OF Z di James Gray

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THE PARTY di Sally Potter (concorso)

Metti un grande cast (Cillian Murphy, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Kristin Scott Thomas, Timothy Spall) all’interno di un appartamento. Costruisci una vicenda di tradimenti, amicizie apparenti, litigi. Divertiti a massacrare i tuoi personaggi con battute rapide e serrate lanciando qualche scoccata all’instabilità politica attuale e il gioco è fatto. O meglio, The Party è fatto. Questo perché il film di Sally Potter ha tutti gli ingredienti dosati giustamente (con qualche piccola defezione qua e là ma niente di indigeribile), ha le carte in regola per poter far breccia nei cuori di noi spettatori, ma purtroppo preferisce giocare in sottrazione, stare sulla difensiva, non rischiare nulla di più del dovuto.

Leggi tutto: Berlinale 2017: THE PARTY di Sally Potter, SOMNILOQUIES di Verana Paravel e Lucien Castaing-Taylor

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A FANTASTIC WOMAN di Sebastián Lelio (concorso)

Una giovane donna vive da un anno una relazione con un uomo sposato di gran lunga più anziano di lei. Quando questi morirà per un malessere improvviso, la sua famiglia si scaglierà contro la ragazza per metterla completamente al bando. Non hanno mai accettato la sua intrusione nella loro cerchia e, cosa ancora più grave, non hanno mai accettato la sua identità sessuale in quanto trattasi di un transgender. Il regista cileno ha tra le mani un progetto sicuramente scottante e più che rischioso. Il film è un continuo svelarsi di misteri legati al passato e gioca molto con la sfera privata della protagonista per fomentare un alone di sospetto e non detto capace di stravolgere completamente il clima che circonda i personaggi in scena. L’impianto stilistico adottato da Lelio è degno di nota, le geometrie della scena sono molto più stabili delle turbe personali vissute dalle pedine che smuovono la scacchiera e il film riesce a regalare un paio di sequenze visivamente davvero notevoli (la scena del vento e quella ambientata nella sauna). Peccato che qua e là il tutto non riesca a reggere sempre il ritmo iniziale, lasciandosi tentare da qualche passaggio furbo e irrisolto che non giova al progetto (la busta dell’incipit e l’armadietto). Resta il fatto che sinora è il titolo più forte del concorso. Produce Pablo Larrain.

Leggi tutto: Berlinale 2017: A FANTASTIC WOMAN di Sebastián Lelio, CASTING JONBENET di Kitty Green

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IL SUPERPAGELLONE DI NOVEMBRE 2017

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Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di NOVEMBRE 2017.

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