Interviste

IL CALENDARIO DI MAGGIO 2017

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Eccoci con il ricchissimo calendario delle uscite in sala di maggio, che comprende film come Alien: Covenant di Ridley Scott (il nuovo capitolo della saga è il titolo più atteso del mese per la nostra redazione) e il ritorno dell'ormai iperprolifico Terrence Malick con Song to Song ma anche di Emir Kusturica, Daniele Vicari, Alan Parker e Hirokazu Kore-Eda. Di seguito, l'elenco completo.
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Berlinale 2016

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HEDI di Mohamed Ben Attia, concorso

Raccontando la classica storia di un giovane oppresso dalla società che lo circonda così come dalle regole familiari dettate da una madre ferrea e invadente, il tunisino Mohamed Ben Attia firma un esordio sincero e appassionato che tuttavia non riesce a lasciare il segno in maniera significativa. Hedi infatti è un progetto che si nutre di sequenze brillanti e momenti spontanei (l'incontro tra il protagonista e l'animatrice Rim in primis) ma che si muove su binari ormai più che consolidati e soprattutto per nulla originali. Lo stile grezzo e la tematica incentrata sulla ricerca di una libertà e indipendenza personale tanto agognata ma poi schivata intenzionalmente sono tipici del cinema proveniente dalle regioni africane, costituendo dunque uno specchio chiaro e inequivocabile di un ambiente ancora lontano dall'essere solare e vivibile. Tuttavia i difetti e le mancanza non riescono a celarsi come dovrebbero e a lungo andare il progetto assume risvolti sempre più prevedibili e ripetitivi.

Leggi tutto: Berlinale 2016: HEDI di Mohamed Ben Attia e MIDNIGHT SPECIAL di Jeff Nichols

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WHERE TO INVADE NEXT di Michael Moore (Berlinale Special Gala)

Tornato dietro la macchina da presa a sei anni di distanza dall'ultimo Capitalism: A Love Story (2009), Michael Moore prova a dirigere un nuovo documentario dissacrante e politicamente scorretto con il suo solito stile irriverente e satirico. Ciò che in prima battuta sorprende in questo lavoro è sicuramente il tema meno scottante e politicamente necessario rispetto agli altri.

Non si parla di sanità, non si parla di elezioni politiche, di capitalismo o di armi vendute irrazionalmente. Ciò che preme il documentarista è un "semplice" e spietato confronto tra alcune delle caratteristiche migliori scovate in varie nazioni sparse in giro per il mondo e completamente assenti invece sul suolo americano, sul suolo di quello che a più riprese viene definito come il miglior Paese del globo. Moore si spoglia dunque dalle vesti di scopritore di verità scottanti e nascoste per adottare un punto di vista più ingenuo e spontaneo sicuramente idoneo a essere trattato con il soggettivismo e la goliardia che da sempre contraddistinguono il suo cinema. Proprio questa è la qualità maggiore dell'opera che, risultando sicuramente meno affascinante o necessaria di altre, si avvale comunque di un'onestà intellettuale spesso assente nei titoli precedenti firmati dall'autore.

Leggi tutto: Berlinale 2016: WHERE TO INVADE NEXT di Michael Moore, MILES AHEAD di Don Cheadle e SAINT AMOUR di...

Fuocoammare

La 66esima edizione del Festival di Berlino ha incoronato con l'Orso d'Oro Fuocoammare di Gianfranco Rosi: un grande momento d'orgoglio per il cinema italiano. Documentario dedicato al dramma dei migranti a Lampedusa, ha conquistato la giuria guidata da Meryl Streep. Ecco, di seguito, tutti i premi assegnati alla Berlinale.

Leggi tutto: Berlinale 2016, tutti i premi: Orso d'Oro a FUOCOAMMARE di Gianfranco Rosi

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CHI-RAQ di Spike Lee (fuori concorso)

Da anni Spike Lee è solito far parlare di sè, più che per il suo cinema, per il suo attivismo mirato a denunciare il razzismo americano solo apparentemente sconfitto. La bufera che da mesi circonda la prossima notte degli Oscar è l'ultima delle sue trovate, dunque un film com Chi-Raq non può far altro che suscitare attenzione per comprendere quanto il cineasta si sia lasciato trasportare o meno dalla tematica a lui più cara. Sorprendentemente, il lavoro risulta schietto e avvincente, capace di coinvolgere lo spettatore attraverso una messa in scena pop, colorata e vivacissima che riadatta (in maniera del tutto arbitraria) la commedia classica Lisistrata.

Chicago è ormai una città allo sbando dominata da lotte interne e violenza. Le donne cercano dunque di coalizzarsi per mettere a tacere gli spari proponendo uno sciopero sessuale che manderà su tutte le furie i loro violenti compagni. Il film incalza grazie a sequenze notevoli e indelebili anche se complessivamente traspare che il regista si sia lasciato prendere la mano senza riuscire a dosare al punto giusto tutte le componenti. Probabilmente non si tratta di un'opera cardinale e necessaria dalla quale sarà impossibile prescindere in futuro, ma la visione troverà comunque il consenso di molti.

Leggi tutto: Berlinale 2016: CHI-RAQ di Spike Lee, GENIUS di Michael Grandage e SOY NERO di Rafi Pitts

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A QUIET PASSION di Terence Davies (Berlinale special gala)

Il nuovo film di Terence Davies non è altro che un biopic tra i più classici e classicheggianti. Il cineasta britannico porta sullo schermo la vita della poetessa Emily Dickinson, anima sicuramente disturbata e ostacolata da una società severa che tuttavia riesce a dare la spinta necessaria per trovare una forma di evasione nelle sue nobili poesie. Il film segue la vicenda con sguardo attento e delicato, basandosi sulla cronaca e sugli aneddoti più che sulle tematiche care ai versi dell'autrice.

La fotografia e le carrellate di Davies aiutano a seguire in maniera leggera e lineare quella che si dimostra essere una visione fluida e divertente, priva di grandi picchi emotivi significativi ma anche di difetti o lacune evidenti e disturbanti. Probabilmente il regista ha deciso di non impegnarsi sino in fondo per realizzare quello che potrebbe essere definito un compito ben eseguito, rimane però il fatto che A Quiet Passion sarebbe potuto scadere ben più nel banale e nell'anonimato di quanto non faccia.

Leggi tutto: Berlinale 2016: A QUIET PASSION di Terence Davies e ALONE IN BERLIN di Vincent Perez

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