Berlinale 2015

BODY di Malgorzata Szumowska (concorso)body

Malgorzata Szumowska (cnosciuta anche come Malgoska Szumoska) costruisce un film debole pedante, che si avvale di una parte centrale davvero stanca e stancante in cui la pellicola fatica a mettere a fuoco il suo primario punto di interesse. Eppure ogni tanto qualche trovata (con)vincente il film la mostra. Sicuramente i primi minuti della pellicola riescono nell’obiettivo di spiazzare il pubblico, adeguando ad una storia cruda e triste uno stile più sgangherato e ironico, capace di avvalersi di un umorismo nero sottile ma pungente. Subito dopo però Body sembra perdere le coordinate, incapace di analizzare a dovere le tre solitudini che mette in scena, relazionando i suoi personaggi in maniera frettolosa e sbrigativa e rischiando di gran lunga di sminuire gravi problematiche quali ad esempio l’anoressia.

Leggi tutto: Berlinale 2015: l'ingenuo BODY di Malgorzata Szumowska e il potente EL CLUB di Pablo Larrain

mr-HolmesMR. HOLMES di Bill Condon (fuori concorso)

Presentato nella sezione fuori concorso, Mr. Holmes si preannunciava come uno dei lavori più interessanti e curiosi della manifestazione berlinese. Il film di Bill Condon infatti erge a protagonista il detective più famoso del mondo rivisitandolo però in chiave originale ed insolita, ovvero all’età di circa novant’anni: l’Holmes interpretato da Ian McKellen è un pensionato anziano e acciaccato, molto più dedito all’apicoltura che agli omicidi. Eppure un caso che non riuscì a risolvere in passato lo tormenta ancora. La realizzazione del lungometraggio tuttavia non è all’altezza delle aspettative. La pellicola si dimostra essere piatta e monotona, ostacolata da una regia per nulla frizzante nemmeno nei momenti dove avrebbe potuto giocare di più con la grammatica filmica (come i ripetuti flashback) e si basa costantemente sulle doti recitative di un Ian McKellen qui meno in forma del solito e poco calato nella parte. La trama mistery è semplicemente abbozzata e tutto sembra gestito con il minimo impiego di energie. Notevole l’interpretazione del piccolo Milo Parker, credibile e funzionale per tutta la durata della pellicola.

Leggi tutto: Berlinale 2015: MR. HOLMES di Bill Condon e THE PEARL BUTTON di Patricio Guzmán

knight-of-cupsAvventura e cambiamento. Queste più o meno sono le vicende che vengono accostate alla carta del Cavaliere di Coppe (Knight of Cups per l’appunto) nei tarocchi. Due parole che sembrano lontane dal mondo di Terrence Malick, regista che ha fatto del suo stile un vero e proprio marchio di fabbrica convincente, riconoscibile, funzionale e strettamente connesso ai contenuti dei suoi lavori.

Dopo aver presentato a Venezia 2012 il tiepido To the Wonder, molti avevano accusato l’autore di essere finito in un circolo vizioso in cui la sua creatività risentiva delle opere precedenti (The Tree of Life in primis). Dunque una buona dose di rinnovamento preannunciata velatamente nel titolo di questo suo ultimo lavoro avrebbe potuto costituire una boccata d’aria fresca per il suo cinema.

Leggi tutto: Berlinale 2015: KNIGHT OF CUPS di Terrence Malick (2015)

taxiTAXI di Jafar Panahi (Concorso)

Il cinema di Jafar Panahi torna a Berlino con il suo ultimo lavoro, Taxi. Il grande regista iraniano continua a girare film, praticamente in clandestinità, nonostante sia stato condannato all'interdizione da ogni attività artistica. Come i precedenti This Is Not a Film (2011) e Closed Curtain (2013), Taxi è un'altra riflessione a metà tra cinema e realtà, che vede lo stesso regista ricoprire i panni del protagonista.

Il film è interamente ambientato all'interno di un taxi guidato da Panahi, che si trova a conversare con i clienti (qualcuno lo riconosce, altri no) in una serie di dialoghi che spaziano dalla politica al cinema, fino alla vita e la morte. Nonostante gli ovvi limiti tecnici, siamo di fronte a un film importante che offre uno lucido scorcio dell'Iran contemporaneo, cui il regista non manca di aggiungere tocchi di ironia.

Leggi tutto: Berlinale 2015: TAXI di Jafar Panahi, 45 YEARS di Andrew Haigh e JOURNAL D'UNE FEMME DE CHAMBRE di...

forbidden-room-theTHE FORBIDDEN ROOM di Guy Maddin e Evan Johnson (Forum)

Inizia bene la 65esima edizione della Berlinale, apertasi il 5 febbraio. Nel corso della prima giornata, ha impressionato favorevolmente il ritorno di Guy Muddin, regista di culto adorato dai cinefili più puri, che si serve abitualmente degli stilemi del cinema muto per realizzare pellicole anticonformiste e spesso inclassificabili.

Riguardo a The Forbidden Room, diretto da Maddin insieme all'aiuto regista Evan Johnson, è già complesso sviscerarne il plot. All'interno di un sommergibile che da mesi non riemerge dal mare, all'improvviso appare dal nulla un misterioso taglialegna. Inizia così un viaggio a metà tra l'onirico e il fiabesco, collocato in diversi tempi e spazi e suddiviso in brevi episodi che si trasformano ben presto in incubi. Il cast è da brividi e comprende Maria de Medeiros, Geraldine Chaplin, Mathieu Amalric e Udo Kier (quest'ultimo si sottopone a un vero tour de force, interpretando ben cinque diversi personaggi).

Leggi tutto: Berlinale 2015: THE FORBIDDEN ROOM di Guy Maddin e Evan Johnson, IXCANUL di Jayro Bustamante e...

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