Margherita-Buy scaledownonly 638x458In occasione della proiezione speciale de La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli, avvenuta Martedì 12 Marzo al cinema Mignon di Mantova, abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con la protagonista Margherita Buy, una delle attrice italiane più conosciute ed apprezzate per l’innegabile talento artistico.

Classe 1962, ha vinto 5 David di Donatello ed è l’interprete italiana che ha collezionato il maggior numero di Ciak d’Oro (10) e di Nastri d’argento (6 a pari merito con Virna Lisi).

Tra i suoi ruoli più importanti segnaliamo la collaborazione con l’ex marito Sergio Rubini in La stazione (dove conquistò sia un David di Donatello che un Nastro d’argento), Prestazione straordinaria, Tutto l’amore che c’è, L’amore ritorna. Poi ancora quella con Giuseppe Piccioni che la dirige in Chiedi la luna, Condannato a nozze, Cuori al verde e nel complesso e delicato personaggio della suora costretta a confrontarsi con la maternità nel sottovalutato Fuori dal mondo con la quale ottiene il secondo David di Donatello per la migliore attrice protagonista.

Degno di nota anche il sodalizio con Carlo Verdone in film campioni d’incasso come Maledetto il giorno che t’ho incontrato e Ma che colpa abbiamo noi.

Ma la consacrazione definitiva del suo talento avviene con Nanni Moretti che la vuole per Il Caimano e Habemus Papam, due tra le opere più significative del cinema contemporaneo.

Il suo ultimo ruolo da protagonista è ne La scoperta dell’alba, opera seconda di Susanna Nicchiarelli, tratta dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni.

 

Come è stato per lei calarsi in un personaggio complesso e sfaccettato come quello di Caterina ne La scoperta dell’alba?

 

Sono state fatte tante prove, letture generali di gruppo attraverso le quali ci si avvicina a una possibile fisionomia del personaggio da interpretare. In Caterina vi è come una sospensione del personaggio, è una senza punti di riferimento solidi: non è sposata, non ha figli, non ha un lavoro fisso, è alla continua ricerca della propria identità. Proprio per questa sua indeterminatezza è stato molto interessante interpretarla.

 

Allo stato attuale cosa significa fare il mestiere di attrice in Italia oggi?

 

Stiamo vivendo una realtà precaria dove ti chiedi se sia il caso di esserci o sparire. Se prima avevi energia, adesso c’è il tentativo di allontanarsi da ogni senso delle cose. Penso che il mestiere di attrice, se lo fai seriamente, sia molto importante per te stesso ma anche per gli altri che ti guardano.

 

Lei ha lavorato con i più grandi registi nostrani (Moretti, Verdone, Tornatore, Piccioni, Virzì, Rubini, Soldini …), quali responsabilità comporta lavorare al fianco di tali nomi? E che differenza c’è tra l’essere diretta da un regista affermato e da un esordiente?

 

Lavorare a fianco di registi di tale calibro è come cantare in un concerto corale, non puoi assolutamente stonare. Si ha infatti la responsabilità di far parte di una orchestra in cui tutto deve funzionare a meraviglia. Con chi è alle prime armi invece ho la responsabilità di rappresentare per loro un elemento importante, mi faccio quindi carico delle loro funzioni. Mi fa piacere aiutare gli esordienti o i semi esordienti come Susanna Nicchiarelli, perché attraverso il mio volto di attrice conosciuta loro hanno la possibilità di dare vita ad una storia.

 

Mi dica quale tra i numerosi film che ha interpretato non si stancherebbe mai di riguardare. Per quale motivo?

 

Ti dico subito che non riguardo mai i miei film ma se proprio devo dirne uno dico Maledetto il giorno che t’ho incontrato di Verdone perché ho ancora oggi dei ricordi divertenti.

 

Con quale regista internazionale le piacerebbe lavorare in futuro?

 

Sono una estimatrice di Pedro Almodòvar, lavorare con lui sarebbe un sogno ma temo che non si realizzerà mai.

 

Lei nasce come attrice teatrale, è vero secondo lei (come hanno affermato alcune sue colleghe) che il brivido che ti dà il teatro, il cinema non è in grado di dartelo?

 

Non sono proprio d’accordo, si tratta di due esperienze completamente diverse, il teatro mi piace ma lo faccio molto meno volentieri del cinema. Noi attrici siamo tutte diverse e ognuna ha la propria personale visione dei due mezzi.

 

 

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