golemQuesta sera gli STEARICA, importante band torinese affermatasi su scala internazionale grazie al suo rock sperimentale, musicheranno dal vivo il film muto Il Golem, come venne al mondo di Paul Wegener e Carl Boese nell'ambito del Ravenna Nightmare Film Festival 2013.

Il trio torinese ha già avuto modo nel 2011 di esibirsi anche per il MITO Settembre Musica/Torino-Milano International Music Festival registrando un tutto esaurito nella sala principale del Cinema Massimo di Torino.

Abbiamo avuto l'onore di contattare la band prima del grande evento di questa sera. Ecco la nostra intervista:

 

Avete scelto voi il film da musicare? Se sì, perché proprio Il Golem? Se invece vi è stato commissionato avete accettato immediatamente la sfida o prima avete "studiato" la pellicola?

 

Il progetto è nato da una proposta della direzione artistica del festival MiTo in collaborazione con il Traffic Free Festival, proposta che abbiamo accolto con gran piacere considerando che da tempo desideravamo cimentarci con il grande schermo. Quanto al titolo, Der Golem è stato scelto per l'occasione da Stefano Boni del Museo Nazionale Del Cinema, in occasione del restauro della pellicola operata della Cineteca di Bologna.

STEARICA vs Der Golem è stato dunque commissionato da queste importanti realtà, una bella responsabilità oltre che un vanto, tanto che prima di accettare abbiamo aspettato di essere completamente rapiti, e nonostante fossimo consci del “pericolo” di scrivere le musiche per un simile caposaldo della storia del Cinema, scegliemmo di buttarci a capofitto: ad oggi siamo ancora emozionati nel riproporre il frutto di questo incontro.

 

Per comporre il vostro commento musicale vi siete lasciati ispirare solo dalle immagini o avete avuto modo di ispirarvi a una visione del film in cui era già inciso un accompagnamento?

 

Solo recentemente abbiamo scoperto versioni del film commentate da altri musicisti, mentre due anni fa la copia che ci fu recapitata era assolutamente priva di alcun suono. A dirla tutta, ben raramente cerchiamo riferimenti quando imbracciamo gli strumenti, piuttosto ci immergiamo in lunghe sessioni di improvvisazione, e sin dalle prime volte in cui ci siamo lasciati andare di fronte allo scorrere dei fotogrammi girati da Wegner e Boese, abbiamo realizzato che i rispettivi linguaggi si stavano fondendo portandoci a creare una vera e propria colonna sonora.

 

Voi siete degli sperimentatori in campo musicale. Questa linea vi ha stimolato e ispirato nel cimentarvi con un cinema in netta controtendenza rispetto alla schizofrenia delle immagini contemporanee?

 

Se penso al ritmo incalzante nel susseguirsi delle scene, sento di poter affermare che Wegner ha creato un’opera ben più moderna di tanti esempi contemporeanei, e in questo senso abbiamo trovato una profonda affinità con la dinamicità della nostra musica. Le scenografie visionarie e il rincorrersi frenetico di picchi emotivi anche assai lontani tra di loro, ci hanno di conseguenza ispirato nell’interpretare con violenza certi passaggi terrorifici, ma anche a cullare le atmosfere più sognanti e dilatate, in un continuo gioco di intrecci e contrasti: per fare questo ci siamo avvalsi di strumenti e timbri anche distanti tra loro tracciando un vero e proprio viaggio tra i generi.

 

Potete raccontarci qualcosa in merito all'esibizione? Voi avete alle spalle date live invidiabili, che toccano diverse ed importanti città internazionali. Cosa cambia però nell'esibirsi cercando di sincronizzare la musica alle immagini che scorrono? Quali sono le difficoltà? Quanto sono durate le prove prima di arrivare ad avere la sicurezza necessaria per un'esibizione?

 

Suonare dal vivo davanti alla proiezione di un film richiede una concentrazione diversa da quella che abbiamo nel corso dei tour in club e festival, sicuramente l’interazione con le immagini impone ritmi e dinamiche assenti negli altri live, ad esempio in questi ultimi casi siamo liberi di accelerare se ne sentiamo il bisogno, magari davanti ad un pubblico particolarmente coinvolto.

Due anni fa fu molto impegnativo preparare questo spettacolo per MiTo perchè la fase di composizione era strettamente legata a quella dell’esecuzione, invece questa volta è stato stimolante concentrarci con maggiore cura ai dettagli e soprattutto goderci il risultato, sentendoci più vicini agli spettatori.

 

A breve vi esibirete con questo spettacolo al festival di Ravenna, ma già due anni fa suonaste al cinema Massimo di Torino proprio con il medesimo show. Avete apportato delle modifiche allo score in questi due anni?

 

L’impianto della colonna sonora è fondamentalmente il medesimo, ma il margine di improvvisazione era e resta presente in STEARICA vs Der Golem, probabilmente questo è uno degli aspetti più accattivanti perchè ogni esibizione è figlia del momento e quindi unica.

 

Un vostro fan e promoter d'eccezione è Sterven Jonger. Potete raccontarci qualcosa di più sul vostro incontro e cosa è nato dalla vostra collaborazione?

 

Abbiamo conosciuto Sterven grazie ad un commento positivo di Damo Suzuki, la storica voce dei CAN è un nostro amico da tanti anni, e nel contempo è il fautore di una eccezionale rete di improvvisatori che mette in contatto artisti da tutto il mondo.
Sterven ci ha poi incontrati qualche mese più tardi raggiungendoci con mezzi di fortuna in un club sperduto nelle campagne del pavese, da allora siamo rimasti in contatto aspettando che arrivasse il giusto momento per fare qualcosa insieme. Quando gli abbiamo raccontato di questo progetto è scattata la scintilla e ha deciso di produrre il video che attualmente circola su youtube: per girarlo mister Jonger ci ha solo richiesto una proiezione privata, poi come lui stesso racconta in una recente intervista “…nella sala tinta di rosso, con i synth al posto dei violoncelli, Sterven si è emozionato”.

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